bene, visto che le scarpe che mi assistono nella vita di tutti i giorni sono delle Gazzelle vecchie da dio e praticamente putrefatte (tutte lisce sotto, ormai uniformemente grigiastre, col segno del ditone del piede e i lacci stracciati), mi sono fatta coraggio e ho chiesto dei soldi alla Valeria per comprare un paio di calzature dignitose, qualcosa che non mi facesse somigliare a uno scafista… o a un musicista di quelli poveri per davvero.
dopo peregrinazioni varie (dove ho detto NO alle Hogan e stavo quasi per soccombere alle becere Geox), mi sono schiantata contro la porta di Flavio Castellani. lo schiantarmi non è una figura retorica… stavo camminando giuliva col mio sacchetto delle lenti a contatto in mano, quando ho intravisto dei bagliori, tipici della vernice nera sotto le luci della vetrina (è un po’ l’effetto della macchia di petrolio sull’oceano cristallino, coi cormorani che soffocano e i pescetti tropicali che vengono a galla a morire). al che, piena d’entusiasmo, mi risolvo a entrare, purtroppo non mi accorgo che la porta è una uniforme e PULITISSIMA lastra di cristallo, senza una maniglia, un adesivo, una scritta, niente. ci sbatto dentro fortissimo e la commessa corre a salvarmi “oddio tesoro ti sei fatta male? vuoi sederti un attimo? guarda, capita a tutti, abbiamo proprio sbagliato con quella porta lì, è bella ma non si capisce mai se è aperta o chiusa”. mentre la mia autostima cola a picco, mi viene in mente lo studio dell’architetto Achille Castiglioni (in piazza Castello, nel palazzo della CondéNast uuuuuu), c’è un muro con uno specchio che va dal pavimento al soffitto… hanno dovuto tappezzarlo di cartelli perchè la gente non capiva e ci camminava dentro.
COMUNQUE. con la magimagia dei saldi, riesco ad impadronirmi di queste adorabili scarpine… che sono in grado di adempiere al difficile compito di essere funzionali ma non sciatte… e hanno il grande pregio di andare a ingrassare la mia ossessione per la vernice nera, permettendo abbinamenti senza precedenti, che non penso riuscirò a controllare (tipo scarpa, trench, bauletto… il prossimo passo è la tuta di catwoman e una bella frusta).

da Castellani c’è di buono che ti coccolano. mi hanno dato una di quelle borse condominali, con dentro cento cataloghi… che mi hanno subito rassicurato della longevità della passione aziendale per la vernice e altre cose un po’ assassine che tanto piacciono a me.

le scarpe sono per chi ama Jimmy Choo ma non se le può del tutto permettere.

e adesso la famigerata peep toe con la zeppa, il sogno di una vita, per far ridere una volta per tutte ed essere alta in modo eccessivo e assolutamente non necessario! XD






Credo che se fossi una donna pure io andrei matto per queste cose qua…anzi, credo che segretamente lo sono già adesso, solo che me la racconto, visto che non posso usufruire di cotal robetta! UFFI…