l’università ha assemblato una gigantesca orchestra sinfonica che eseguirà un requiem alla memoria della mia vita sociale. nelle schede di valutazione della didattica inserirò un pratico consiglio per i gadget da dare agli studenti al momento dell’iscrizione, invece di una penna USB, una pratica lastra tombale in travertino, trasportabile per l’edificio su comode ruotine, stile trolley.
è bello essere una giovane mente del futuro che però non ha tempo di coltivare la propria cultura personale (fatta da nobili riviste, telefim, giri in centro, cinema e aperitivi) perchè impegnata ad immagazzinare informazioni accademiche francamente un po’ GREVI. e ben poco importa se il mio libretto non è mai stato così sfolgorante, sono perennemente in ritardo e fra un po’ inizierò a russare in treno come gli anziani.
in preda a manie di grandezza (che credo provengano dalle sempre più imponenti dimensioni del mio sedere), mi sono messa a cercare stage qua e là, tanto perchè mi pare irresponsabile godermi l’estate. memore della deleteria esperienza dell’anno scorso, mi sono decisa a puntare a mete ambiziose. visto che non ho alcun senso del reale e dei problemi pratici di tutti i giorni, sto macinando candidature per posti che mi prenderebbero forse solo per cambiare la carta igienica ai cessi… o per annaffiare le piante finte.
a parte l’incubo di compattare il curriculum in una pagina sola (roba che aborro perchè è tutto appiccicato), inserendo anche una fototessera dove ho la faccia tipica della persona che ha un enorme oggetto bloccato di traverso nel tratto finale dell’intestino, sto morendo a scrivere lettere di motivazione. sono tediose e mi faccio ridere. sarebbe ben più semplice mandare alla un foglio con su frasi giganti tipo “ODDIO MI DOVETE TROPPO ASSUMERE”… ” VI PREGO, SONO LA MIGLIORE!”… “PRENDI ME! PRENDI ME!”. il concetto è quello… invece di essere sintetici e concisi, sono giorni che ringrazio sconosciuti datori di lavoro statunitensi per meravigliose opportunità (non pagate) che non mi hanno ancora elargito. la cosa peggiore è che bisogna scrivere in modo forbitissimo e ampolloso, tipo baronetti che cavalcano nella brughiera e non imprecano in modo soddisfacente neanche se disarcionati in enormi pozze fangose. io sono più per lo speak as you eat, e al diavolo il PVIVE’.






ma ciaooo!!
visto che adesso commento a tutti i tuoi post?? mi dovrei sopportare perchè ora che ho finalmente internet in ufficio non faccio più un più un benemerito c****. LOL
no, non è vero. lavoro come una dannata, sono stanca morta. non vedo l’ora di andare a casa…. ovvero tra 15 minuti esatti.
non so l’università, però posso dirti che anche il lavoro risucchia tutte le tue energie vitali.
perchè non vieni a fare la stagista qua da noi??
guarda, la storia del curriculum + letterina ipocrita è un incubo. anch’io una volta mettevo la foto, poi da qualche parte ho letto che non si usa più (a meno che non sia espressamente richiesta) e l’ho tolta.
non ti dico che razza di curriculum sono arrivati qua. dovrei dedicarci un post…