Giugno 10, 2008 a 9:23 am · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto and contrassegnato da tag: la vita
di solito non mi faccio coinvolgere in queste cose (troppo sbatti)… ma il gioco di oggi comporta uno sforzo tollerabile anche per un gatto persiano come me. quindi, rigrazio Pilotino per l’invito e ubbidisco agli ordini: rispondi alla domanda “COME VI SENTITE OGGI?” usando una foto… senza trucco, senza inganno.
tadaaaaaa.

questo gioco è molto terapeutico. le mie lancinanti difficoltà ad esprimere sentimenti e stati d’animo in espressioni verbali comprensibili sono universalmente note… il leoncino è di grande aiuto. forse un bel giorno scriverò un libro e mi sfogherò. com’è ovvio, sarà anche un incredibile successo, quindi raggiungerò l’invidiabile obiettivo di diventare ricca, rilassata e felice. per ora, cerco di rimanere un imperturbabile maestro zen.
invito a questa cosa molto ZALTMAN le seguenti adorabili persone (comunque, fate un po’ quel che vi pare): Gea, Rano, Tania.
Maggio 23, 2008 a 3:31 pm · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto, libri, film e tv and contrassegnato da tag: la vita, libri
sono stizzita. perchè è ormai sempre più difficile far andare il mondo come pare a me. da piccola, era spendidamente semplice… armata di occhioni blu, riccioli d’oro e vestine nere a pois bianchi (con scarpette di vernice), ben poco mi sfuggiva ed ero in grado di ottenere quantità illimitate di pupazzi e minipony. ora invece, anche se l’abbigliamento non è granchè cambiato, ho del tutto perso i miei poteri. non solo i miei genitori si rifiutano di farmi i regali a santa lucia, ma anche il resto del mondo pare fottersene dei miei stratagemmi. mi sembra di essere una madame de Montespan caduta in disgrazia.
grazie al cielo, ho ancora le doti stregonesche ereditate dalla Valeria e le uso per vendicarmi come posso, nemmeno le zingare osano più maledirmi. oggi è stato provato, in modo inconfutabile e incontrovertibile, che se mi fai qualcosa di spiacevole, che urta i miei sentimenti, che mi agita, indispone e fa soffrire, come minimo andrai incontro a rogne e disservizi. che cavolo, la sfiga non colpirà mica solo me…
approposito di incantesimi e sortilegi, ho finito di leggere Stardust. fino ad ora, è il libro più scarso di quel mattacchione di Neil Gaiman, tanto scarso che per una volta devo dire che ho trovato meglio il film. per sprofondare ancor di più nel tedio, ho deciso di provare con Fabio Volo (sia chiaro, non ho comprato il libro, l’ho scambiato… caro Fabio, non avrai i miei soldi), dopo 20 pagine sono infastidita dal tentativo di far ridacchiare ad ogni riga ma ho ancora fiducia nella trama. e ora torno ai miei galli neri, caproni e alambicchi (cioè all’assignment di governance: la mostra del Perugino del 2004 è stata un successo per il territorio? se si, per quali stakeholders? la tentazione di rispondere “è stata un gran casino ma la tua mamma ne ha molto beneficiato” è grande).
Aprile 27, 2008 a 11:08 am · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto and contrassegnato da tag: la vita
ultimamente ho trascurato il blog… credo che la mia esistenza sia leggermente scivolata verso il mondo reale, in generale, sono un bel casino ambulante. spero di capirci qualcosa al più presto… perchè mi sento contenta ed è una cosa nuova. di solito, sono brava a gestire le situazioni di merda, lo schifo generale… quando mi sento bene, rimango così spiazzata da non sapere bene cosa fare.
la vita reale, comunque, fa parecchio pena. uno dei miei più cari amici (medie insieme, superiori insieme… un fratello), stanotte ha perso il papà. era malato… ma era anche un uomo giovane e con un senso dell’avventura non comune… ci ho messo un’ora ad alzare il telefono e a chiamare il mio amico, perchè ci si sente così inutili quando succedono cose simili… e se si è inutili non si è davvero in grado di aiutare, di far stare meglio le persone a cui vogliamo bene. ho pensato a mio papà, a cui è andata bene, ho pensato a come mi sarei sentita, a come può essere ritrovarsi da soli, così di punto in bianco. spero che saremo abbastanza forti da allontanare queste sensazioni.
al momento, sarei molto incline a partecipare ad un festival dell’abbraccio. sarà una lunga serata… e mi appellerò alle proprietà traumaturgiche del vodka martini.
Aprile 22, 2008 a 4:46 pm · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto and contrassegnato da tag: la vita, uomini
sono pesantemente distratta e deconcentrata …sedatemi!
Febbraio 20, 2008 a 7:24 pm · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto and contrassegnato da tag: animali
come qualcuno forse ricorderà, a settembre ci è entrato un topo in casa. inutile rievocare tutte le splendide emozioni che il roditore ha portato nella mia vita… tipo, “Francesca prendi lo spazzettone e posizionati sulla porta, così se esce gli fai del male” e anche “Francesca guarda, ha rosicchiato la mela!”. il peggio è stato che al cinema c’era Ratatouille e tutti erano stranamente ben disposti verso i topi, non ci si poteva dichiarare disgustati dai ratti che tutti ti venivano a dire che erano carini, pieni di talento e abili nella conversazione.
dopo una settimana di Valeria armata di vaporetto Polti che cuoceva i mobili a cento gradi, con Mimmo a posizionare trappole, colla e altri oggetti potenzialmente letali, il topo se n’è andato da solo e la nostra vita domestica si è ricomposta… tipo, adesso possiamo tenere la frutta in cucina ed entrare dalla porta senza dover spaventare niente (prima c’ero io che urlavo e strepitavo per quindici secondi, poi si entrava). ma l’incubo sembra affliggere ancora il nostro ridente condominio e la paranoia si sta nuovamente diffondendo.
la nostra vicina russa, l’IRINA (visualizzate una lanciatrice di martello siberiana estremamente ben vestita e più o meno ci siamo) ha scagliato un topo giù dal balcone a ciabattate, la creatura si è sfracellata morendo sul colpo. la comunità dei ratti, per vendicare il compagno caduto, ora sembra avercela troppo con i russi. ieri sera c’era un gran sbattere di porte, bestemmie in cirillico e picchiare sul pavimento. l’Orso dei Carpazi (marito dell’Irina dalla fisionomia piuttosto minacciosa) si è unito alla caccia, quando lo incontriamo, ci sembra sempre incazzato nero, perfino la Valeria lo teme. non sappiamo se i topi stiano vincendo, ma sicuramente tifiamo per la Russia.
a peggiorare lo stato di agitazione che pervade il palazzo, ci sono anche le leggende metropolitane (che se hai dei condomini con più di ottant’anni, diventano narrazioni epiche con gli elementi classici di eroismo, terrore e morte). dopo sei mesi, il Mimmo ha finalmente rivelato le vere dimensioni del topo che avevamo in casa noi. “papà papà ma era grosso?” “ma va no, era un topolino…”. oggi si è scoperto che era una specie di pantegana famelica e con un pessimo carattere, grosso come un varano di Komodo. ritengo che l’ignoranza sia talvolta positiva. i topi che assillano l’Irina probabilmente sono altrettanto minacciosi e preistorici, si dice che vadano su e giù per le scale, sappiano volare e conoscano le proprietà magiche della spazzatura.
ora non vorrei essere razzista ma, VAFFANCULO AL NEGOZIO DI KEBAB! ANDATEVENE A CASA VOSTRA CON TUTTI I VOSTRI TOPI…o perlomeno, teneteveli ben chiusi nel locale!
Febbraio 16, 2008 a 12:06 pm · Archiviato in cespuglio che rotola nel deserto and contrassegnato da tag: i divertimenti, università
ieri mi sono sentita in dovere di andare a ballare per due ragioni:
- ho passato la mattina a scrivere cose fantasiosissime all’ULTIMO esame (dopo un’agonia iniziata il nove gennaio) … e ne sono uscita abbastanza entusiasta, ho riposto nella capiente borsa di carpisa in finta pelle (euro 21) il mio kit per l’arrampicata libera su pareti verticali di vetro antiriflesso e me ne sono andata a casa. ero così giuliva che mentre sentivo l’ipod mi sono messa a cantare in playback, con tanto di espressioni facciali, air guitar e pose da rockstar. la cosa è proseguita a Rogoredo (luogo che risucchia il senso dell’umorismo fuori dalle persone) e si è interrotta solo sul treno, dove mi sono addormentata come un sacco di patate cadute dal carretto.
- la ragione numero due per darsi alla discoteca è questa stramaledetta festa dei SINGOL. visto che nella mia compagnia, tranne rare eccezioni, si è tutti handicappati sul piano sentimentale, ci siamo convinti che andare a ballare è produttivo (mai vero. tipo, io ho un limite di sopportazione oltre il quale guardo tutti con odio e li voglio abbattere con l’accetta che abbiamo in campagna per tirar giù le piante. ciò, se la vediamo sul piano dell’accoppiamento maschio-femmina, non dona una particolare sfumatura di fascino alla mia persona e, se uno mi saluta o fa il simpa, io ringhio).
vabè, quindi siamo andati. la cosa migliore che mi è capitata è vedere un tipo uguale a MAGNETO degli X-men. qui si potrebbe aprire un dibattito “cosa ci fai, o ultraquarantenne brizzolato e rugoso, a una festa di universitari o giù di lì?”. tali creature spesso si muovono in branco e attirano l’attenzione continuando a ordinare bottiglie. la categoria che più mi rattrista (tipo il nostro amico Magneto) è il vecchiardo che va in discoteca da solo, prende un drink all’inizio della serata e si piazza contro un muro a veder passare giovani culetti. continua a stare lì con aria da figo anche quando ormai il bicchiere è vuoto e sembra ancor più fuori posto.
comunque, mi aspettavo che Magneto facesse fluttuare qualcosa o indossasse il suo bellissimo mantello, invece niente… un giovane pelato con occhiali alla Ciccio Graziani e camicia bianca presa sul mercato, si è messo a dare spettacolo. inizialmente ha fatto schiantare sul pavimento quel che stava bevendo, bicchiere e tutto. quindi alè, tutti a ballare sul vetro. poi si è mosso, tipo FUCO in cerca della sua regina, da un capannello di donne danzanti all’altro, seminando il panico e ricevendo sputi e borsettate. i suoi amici erano piegati in due e lo incoraggiavano con virili pacche sulla spalla e abbracci (di quelli che più che un abbraccio sono delle spallate). poi vabè, un tizio sudatissimo, con bandana e canotta da bagnino, si è messo a percuotere dei tamburi… quello era bravo, molto antiestetico ma fenomeno.
devo trovare un modo per tollerare di più le persone.