Archivio per libri, film e tv

robot party

il Mimmo è un ultras della NASA. in viaggio di nozze, ha portato la Valeria a Cape Canaveral a visitare il museo dello spazio, a vedere il Saturno V e i pezzi di luna. non contento, il giorno dopo si è rifatto il giro della base, lasciando la Valeria all’Holiday Inn. quando è tornato (con gadget di ogni tipo, incluso ZIPPO commemorativo, coltellino svizzero fatto a shuttle, bandana e bandierone) ha trovato la Valeria che delirava sotto a una pila di asciugamani bagnati. l’incauta e pallidissima genitrice aveva trascorso il pomeriggio a bordo piscina, accorgendosi quando ormai era troppo tardi di essere a una latitudine ben diversa da quella della riviera ligure di ponente.

viaggio di nozze in Florida… x milioni con mastercard… la Valeria grigliata come una costoletta… non ha prezzo.

ma in realtà volevo parlare d’altro. il Mimmo è molto fiero del successo dell’ultima missione della NASA, il Phoenix Mars Lander. non solo il marchingegno è atterrato senza devastarsi sulla superficie del pianeta, ma si è anche tutto fotografato per dimostrare che sta bene e si è messo a raccogliere campioncini di polvere e detriti con la sua adorabile palettina.

ora, Phoenix non me ne voglia, ma le superstar sono ben altre… Spirit e Opportunity! costruiti per funzionare un paio di settimane, girovagano su Marte ormai da anni, superando dune, sassoni e tempeste di sabbia. sono ancora più fighi perchè sono atterrati RIMBALZANDO in un involucro di aribag (tipo zorbing) e non con comodo paracadute e razzetti come l’aristocratico Phoenix. se fossi una bambina, vorrei fare l’astronauta solo per andare su Marte a stringere la mano a quei due robot… che fra i tanti pregi, hanno anche quello di essere praticamente dei Wall-E.

 

 

il mio nuovo eroe

visto che non so ballare (e che quando ci provo sono fonte di imbarazzo per me, amici e parenti), quando vedo qualcuno che è davvero bravo, il cuore mi si gonfia per la commozione. e no, non stiamo parlando di dirty dancing e altre boiate simili, ma di esseri umani autentici, che meritano il nostro rispetto e torte a più strati per il compleanno.

questo tizio sta partecipando alle selezioni di So You Think You Can Dance… show americano che è un po’ tipo amici, ma più folkloristico e con una maggiore concentrazione di fenomeni da baraccone. lo ammiro a tal punto che vorrei una maglietta con su la sua faccia.

la fattucchiera

sono stizzita. perchè è ormai sempre più difficile far andare il mondo come pare a me. da piccola, era spendidamente semplice… armata di occhioni blu, riccioli d’oro e vestine nere a pois bianchi (con scarpette di vernice), ben poco mi sfuggiva ed ero in grado di ottenere quantità illimitate di pupazzi e minipony. ora invece, anche se l’abbigliamento non è granchè cambiato, ho del tutto perso i miei poteri. non solo i miei genitori si rifiutano di farmi i regali a santa lucia, ma anche il resto del mondo pare fottersene dei miei stratagemmi. mi sembra di essere una madame de Montespan caduta in disgrazia.

grazie al cielo, ho ancora le doti stregonesche ereditate dalla Valeria e le uso per vendicarmi come posso, nemmeno le zingare osano più maledirmi. oggi è stato provato, in modo inconfutabile e incontrovertibile, che se mi fai qualcosa di spiacevole, che urta i miei sentimenti, che mi agita, indispone e fa soffrire, come minimo andrai incontro a rogne e disservizi. che cavolo, la sfiga non colpirà mica solo me…

approposito di incantesimi e sortilegi, ho finito di leggere Stardust. fino ad ora, è il libro più scarso di quel mattacchione di Neil Gaiman, tanto scarso che per una volta devo dire che ho trovato meglio il film. per sprofondare ancor di più nel tedio, ho deciso di provare con Fabio Volo (sia chiaro, non ho comprato il libro, l’ho scambiato… caro Fabio, non avrai i miei soldi), dopo 20 pagine sono infastidita dal tentativo di far ridacchiare ad ogni riga ma ho ancora fiducia nella trama. e ora torno ai miei galli neri, caproni e alambicchi (cioè all’assignment di governance: la mostra del Perugino del 2004 è stata un successo per il territorio? se si, per quali stakeholders? la tentazione di rispondere “è stata un gran casino ma la tua mamma ne ha molto beneficiato” è grande).

jumper

questo film è così brutto che fa quasi tenerezza. si scorge la costernazione degli attori, li vedi capire che forse fare il jedi o limonare con uno in OC non era poi così disprezzabile.
all’inizio si ha quasi il sospetto che lo spettacolo non sarà disastroso… la magia finisce subito. battute sceme, personaggi piatti, il povero Samuel L.Jackson ossigenato come un agnello pasquale, madri che spuntano senza motivo, Hayden che tenta di teletrasportare un palazzo ma riesce solo ad apparire costipato… un casino. 
ho riso a crepapelle quando il nostro eroe, dopo cent’anni, si ripresenta dalla Bilson, suo ammmmore di gioventù, ci parla tre minuti (includendo una rissa con un bifolco) e poi la porta a roma. così! come se io andassi da qualcuno che mi piaceva alle medie e pretendessi un bungalow alle maldive.
ci hanno infilato dentro anche Billy Elliot, che alla fin fine ha fatto una discreta figura. mi aspettavo si mettesse a fare il cigno che muore indossando un ingombrante tutù, ma non è capitato. era del tutto superfluo che guidasse contromano a Tokyo teletrasportando una mercedes o che si menasse con Hayden, ma ha sfoggiato un look da tigrotto ed è stato il meno peggio di tutti (ho anche scoperto che è un ‘86, ha solo un anno meno di me. continuo ad innamorarmi di personaggi famosi che vanno ancora soggetti a malattie da scuola elementare, tipo la varicella, la pertosse… un anno meno è tollerabile!).

sarò magnanima… è uno filmetto di cui non sentivamo il bisogno. fate seccare un emisfero del cervello e forse vi piacerà.

il fascino dei pessimi personaggi

non so a voi, ma Lost mi rende idrofoba. ho visto due puntate della quarta stagione e sono già arrabbiata, tipo il toro a pamplona con un sacco di gente vestita di rosso che gli corre davanti. la vicenda sta diventando intollerabile… in più, mi snaturano il personaggio che più più amo, SAWYER! lo stanno facendo diventare un piagnucolone, piano piano si sta trasformando in Jack (una palla al piede… è la prova vivente che non è abbastanza essere belli, ci vuole anche personalità). non si sbizzarisce in soprannomi, si fa trattare come una bambola gonfiabile, è remissivo e sofferente… ma basta! rivogliamo il Sawyer originale… e chiedo anche che un improvviso colpo di scena gli impedisca di indossare la camicia per tutto il resto della serie.

privata della cattiveria di Sawyer, mi devo pur aggrappare da qualche parte… parliamo di Sylar e andiamo incontro ad un’altra cocente delusione. in generale, la seconda serie di Heroes è piuttosto da biasimare… sottotrame lunghissime ed irrilevanti, personaggi principali che partono per la tangente e Sylar che deve basarsi solo sul suo pessimo carattere e su ben poche altre risorse… nessuna profusione di crani scoperchiati e generale sensazione di rimpianto per i bei tempi andati. anche qui, rivogliamo il vecchio Sylar, con maglietta dei Ramones, seimila poteri e strani sopracciglioni… i bei tenebrosi vanno supportati e sostenuti!

la quinta stagione di Nip/Tuck sta mandando in rovina perfino il dr.Troy, che è un po’ sempre il mio faro nelle tenebre. c’è stato un improvviso spostamento dell’attenzione su Sean, cosa che nessuno ha chiesto e di cui si poteva fare a meno. il dr.Troy ne esce malconcio, passa da sfigato e si rimette a spazzare l’ingodibile (e parecchio rinsecchita) Julia. ci voleva una allucinante relazione Eden/dr.Troy, altrochè far divertire Sean e lasciare in disparte il vecchio Christian (pingue ma sempre meritevole).

fortunatamente, Chuck Bass non mi provoca grandi moti di disappunto… è il più originale personaggio maschile di Gossip Girl (gli altri sono carini carini e così poco interessanti, mi viene spesso da prenderli a sberle), si veste con quel po’ di eccentricità che caratterizza sempre le creature fuori dal comune e risponde alla tipologia “Vicomte de Valmont”, che male non fa. di lui tollero anche l’innamoramento, che me lo rammolisce un po’. per fortuna, la prende malissimo e pensa subito a vendicarsi in modo spregevole. tifo comunque per lui… se nella seconda serie non me lo accoppiano a Blair, finirò con l’indignarmi.

in mezzo a queste mediocri evoluzioni dei personaggi, mi scopro fan di Prison Break. non so perchè, ma non l’avevo mai visto… mi sembrava una di quelle cose avventurose senza molto cervello e approfondimento psicologico (e quindi, poco tormento… male!). e invece no, ho cominciato dal primissimo episodio e sono ammaliata da Wentworth! lo stupore è grande perchè Wenty mi fa l’eroe. non parteggio mai per l’eroe, anzi, lo trovo un noioso intermezzo tra un cattivo e l’altro. qui invece, mi trovo a simpatizzare con un tizio che agisce per una buona causa, che si tatua come un marinaio per uno scopo nobile… Wenty è un’anima buona! mi trascinerà sulla via della redenzione? …speriamo di no! intanto, mi godo Prison Break.

 

l’agente Smith studia in SDA

visto che ogni scusa è buona per saltare le lezioni, ieri mi sono cimentata in una sorta di psicanalizzazione attitudinale in quel della SDA Bocconi. non avendo mai varcato le porte automatiche del venerabile edificio, mi sono persa e, troppo orgogliosa per chiedere indicazioni, ho vagato fino a trovarmi in un universo parallelo.

WELCOME TO THE DESERT OF THE REAL… il cucchiaio non esiste!

presa dal panico, ho subito cercato un telefono, unica via di salvezza per tornare al mondo reale… anche perchè indossavo il mio trench di vernice modello Trinity e mi intonavo eccessivamente al corridoio. Trinity mi sta simpaticissima per l’abbigliamento e perchè si spazza Neo ma, se non fosse per le sue superbulle evoluzioni e per la ducati nera, la troverei abbastanza insipida. dovevano scegliere me!
comunque, la luce verdastra, l’ambiente asettico, gli spazi tutti uguali… la rivolta delle macchine è cominciata dalla SDA! non mi sorprendo che siano riuscite a soggiogare il genere umano, la SDA può tutto (e di certo sono più battaglieri e organizzati dell’esercito di sparta). per sdrammatizzare, ho accennato un paio di mosse di kung fu e mi sono avviata, in pieno deja-vu, al cubicolo del mio colloquio.

the mist

in questo pomeriggio dove era meglio studiare, mi sono imbattuta in una inaspettata gemma. non so se e quando sia uscito in Italia, ma è stato un piacevole spettacolo.
va detto, i film coi mostri sono i migliori. i film dove i personaggi diventano più importanti dei mostri poi, sono anche meglio. va però riconosciuta la mia parzialità… sono fermamente convinta che il mostro-film perfetto sia Alien (fino ad Alien 3. Alien Resurrection è da dimenticare… Alien VS Predator mi ha divertito, consigliabile agli amanti della spacconaggine. la Valeria fa un’ottima imitazione di Predator). il bello di Alien è parecchio merito di Giger… venerabile disegnatore che saltella da decenni giù per la china della pazzia (ma non per questo va meno stimato). qui in the Mist, la mediocrità dei mostri è compensata da un bell’intreccio tra le povere vittime, da ottime inquadrature e da un ritmo vivace (cosa essenziale visto che dura due ore e passa, cosa molto anomala per il genere). girato in un ridente villaggio della Louisiana (di cui vediamo ben poco e che poteva tranquillamente trovarsi anche nella provincia di Piacenza), il film è tratto da un racconto di Stephen King, l’uomo che ha scritto più libri nell’intero universo.

all’inizio mi aspettavo una roba alla Starship Troopers… o un Pitch Black (per carità, Vin Diesel merita, ma il film è quasi insostenibile)… the Mist ha la scintilla dell’intelligenza, ottimi dialoghi e pazzia dilagante. come reagiresti chiuso in un supermercato con insettoni giganti e aracnidi che prendono a craniate il vetro? diventi un fanatico religioso con l’inclinazione al sacrificio umano, stile antico testamento, o rimani sano di mente e ti armi di un arcigno rastrello? è un quesito piuttosto realistico… di solito i mostro-film implicano decisioni molto più lineari, tipo, uso il lanciafiamme o lo spadone dell’antenato vichingo? tendo sempre ad ammirare chi riesce a raccontare una storia che va al di là delle capacità umane nell’ordinaria amministrazione, mi è molto piaciuta la divisione del gruppo, l’evoluzione dei personaggi, il modo in cui ognuno affronta la disperazione. 
per chi ama gli sbudellamenti e le creature brutte da guardare, c’è abbondanza anche di quello. i mostri sono numerosi, piuttosto coriacei e schierati meglio della falange macedone… chiaramente, visto che gli americani amano complotti e cospirazioni governative, l’arrivo degli abominevoli ragnoni è tutta colpa dell’esercito. man mano che la gente perde arti, si perde anche la speranza… e abbiamo un gran bel finale. oddio, c’è poco da stare allegri, ma almeno sappiamo fin dove arriva la nebbia.
beccatevi il trailer.

grande grosso e coglione

mi scuso per il francesismo usato nel titolo, ma il film di Verdone non mi è proprio piaciuto… per fortuna che ieri c’era il cinema a un euro, altrimenti mi sarei sentita rapinata. sai quante cose si possono fare con 7 euro? bersi un cosmopolitan… comprare un valido ombretto… aggiungere un minipony alla collezione… comunque, questo è il classico film di cui non si sentiva il bisogno e che, una volta realizzato, conferma la sua intrinseca inutilità. lasciamo stare che gli ottimi incassi convinceranno anche i produttori più di buon gusto a far proseguire la fola, ma è davvero un film terribile.

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onora il padre e la madre

dopo “io sono leggenda” (BUUU) e “cloverfield” (YEEEEE), il Bibicineforum continua con “onora il padre e la madre”. per chi non lo sapesse, il Bibicineforum prende il nome da i principali partecipanti, denominati BIBI e noti al mondo per essere creature fulgide, brillanti e incomprese (chiaramente stiamo parlando di me e del Para).

comunque, i Bibi decidono di avvicinarsi a questo film apparentemente intrigante e denso di rimescolamenti psicologici… anche perchè d’altro c’era solo Jumper (che si dice sia tremendo) e Verdone che cafoneggia.
ora, non è uno schifo… ma non è neanche uno spettacolo troppo godibile (ciò è ancor più vero se la sequenza iniziale è Philip Seymour Hoffman che mette Marisa Tomei a pecorina e se la spazza con passione, circondato da specchi…. ed è subito Piero Angela che ti spiega l’accoppiamento dei leoni marini).
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dangerous liaisons

sfiduciata da quel che la moderna cinematografia ci propina, mi rifugio nel vintage… con mio grande stupore e sollievo, ci sono ancora numerose lande brulle da esplorare (e in tali circostanze, sono quasi contenta di essere ignorante).
la mia nuova scoperta è Dangerous Liaisons (film del 1988 di Stephen Frears, tratto dal romanzo epistolare di Choderlos de Laclos, contemporaneo di Maria Antonietta. altra versione in circolazione: Cruel Intentions, con Buffy e quel gnoccone di Ryan Philippe). ora, sappiamo bene quanto i film in costume mi entusiasmino e rallegrino… di solito, è più frequente imbattersi in ambientazioni anglosassoni, regine Elisabette varie, vestiti stile impero e aristocratici di campagna, cappelli a cilindro e mr.Bingly e mr.Knightely qua e là. molto meno normale è avere boriose rappresentazioni dello stile di vita francese (Sofia Coppola ci è venuta in soccorso, le sarò per sempre grata), forse perchè i Miserabili e il Conte di Montecristo dopo un po’ ammorbano e mandano in coma, mentre la vecchia Jane Austen è su un diverso livello di piacevolezza.
comunque, Dangerous Liaisons ha molti pregi.
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new york è un ottimo set

sono stata parzialmente costretta a disintossicarmi dai telefilm americani a causa del malaugurato sciopero degli sceneggiatori… per fortuna e con grande tempismo, mi sono riavvicinata a Nip/Tuck, che mi ha intrattenuto nel cupo periodo di totale assenza di tutte le altre serie (il dr.Troy è sempre il migliore, anche se l’ho trovato piuttosto pingue! vabè, un dr.Troy grasso è comunque un bullo in confronto ad ogni altro smilzo sfigatello stile Seth Coen, per carità di dio). oltre a riscoprire l’ammmore per chirurgia plastica, lamborghini arancioni e dottori che copulano come coniglietti, ho piacevolmente iniziato a seguire diverse cose ambientate a new york…. di qualcuna ho già parlato ma non importa, dopo aver visto un discreto numero di episodi ho più motivazioni per dire che era meglio Sex and the City, mi sento autorevole.


Cashmere Mafia è tollerabile… hanno democraticamente dato un marito alle due più vecchie e lasciato a spasso Lucy Liu e la tizia bionda, che mi sta un sacco simpatica anche se è un po’ un puttanone. Lucy Liu risponde allo stereotipo “Carrie”, si veste in modo leggermente più assurdo delle altre ma quanto a profondità psicologica ci troviamo in una bacinella. il problema è che sono tutte molto “donna in carriera che ti calpesterà con un tacco 12″, mancano della confusione sentimentale e del sogno dell’ammmmore vero che tanto era carino nelle zie di SATC. più che un telefilm davanti a cui piangere (Mr.Big va a Parigi, io ululo e singhiozzo per le due ore successive), è uno spettacolo da far registrare alla stylist (chi non ha una stylist!)… Cashmere Mafia è un’ottima scusa per invidiare il guardaroba delle quattro gallinacce, per il resto, poca roba (e uomini deprimenti).


mettere Cashmere Mafia in un frullatore, aggiungete una invadente sponsorizzazione della Maybelline NY e vi uscirà Lipstick Jungle (perchè si pensa che riciclare Candance Bushnell sia una garanzia di successo). anche qui ci becchiamo le tre fasce d’età: mamma di successo con figli e marito casalingo (che però dirige una casa di produzione cinematografica… non ho deciso se provare speranza o desiderare una falce affilata), stangona bionda sposata, giovane stilista un po’ oca e in cerca dell’anima gemella. uomini tragicamente sfigati (è belloccio l’amante venticinquenne della bionda… ma non sono qui a stracciarmi le vesti) e tizie abbastanza ingodibili. la stilista è la peggiore, sempre a fare il cerbiatto orfano di madre… ma basta! quella che vestono meglio è Brooke Shields, che ha tutto il mio rispetto per essere così bella e ben conservata… quanti anni può avere? 76? comunque, anche qui, piacevole e frizzantino, ma nulla di eclatante.


il faro nell’oscurità è sempre Gossip Girl! con mia grande gioia, le puntate nuove dovrebbero uscire in aprile… e spero in meno Serena e più Blair. Serena mi pare sciatta e poco interessante… non godo nemmeno il suo fidanzato (povero ragazzo intelligente e incompreso, nessuno sa apprezzare il tuo animo sensibile… che palle!). spero venga scaricato e sostituito da Nate, che non sa niente ma è un bel vedere. quel che davvero funziona in questo show è la stronzissima Blair Waldorf, lunga vita a Blair e fuori dai piedi tutte le altre! di Blair approvo l’abbigliamento, l’indole vendicativa e il fatto che abbia una cameriera personale. il mio più grande sogno (oltre al fatto che la scienza mi dica che gli unicorni esistono in natura) è che Blair si metta con il pessimo Chuck, sono la coppia perfetta (tale concentrazione di cattiveria produrrebbe l’apocalisse, ma non è quel che importa). Gossip Girl è la versione a puntate di Cruel Intentions… qualcosa di cui il mondo sentiva il bisogno. esultiamo!

ricordo che Sex and the City uscirà a maggio… ora, è obbligatorio andarci a gruppi, con tacchi alti e bottiglia di  martini. e voglio le foto!

ola per iron man!

non sono mai stata un’avida lettrice di fumetti marvel… ma vado soggetta al fascino e alla boria dei supereroi.
se batman è il mio preferito (perchè c’è tetraggine, c’è stato Tim Burton e ci sono maggiordomi educatissimi a profusione) mi sono molto affezionata anche al nuovo superman. il primo spiderman mi era piaciuto parecchio, purtroppo la saga è precipitata in un burrone di ridicolo e confusione (facendo anche crepare James Franco… che chiunque con un po’ di buonsenso metterebbe seminudo su un piedistallo). al contrario, una serie che è in miglioramento è quella dei fantastici 4… ma confesso di non essere imparziale, quando appare la torcia tutto l’universo mi pare migliore. torcia o no, quei film sono piuttosto brutti… più supereroi ci sono, meno significative appaiono le loro personalità (vedi gli x-men e il tentativo di metterci una pezza con lo spin-off su quel manzo di wolverine che uscirà in estate).
comunque, ancora felice per l’arrivo nei cinema dei Transformers (pellicola che ha destato in me grandissima meraviglia, facendomi anche regredire di diversi anni verso gli ovetti kinder), ero convinta che ci sarebbe voluto un bel po’ di tempo prima di vedere un altro film piacevole, spaccone quanto basta, visivamente figo e dal dialogo brillante… e invece no, i trailer di Iron Man promettono troppo bene. praticamente, capita che ogni due ore e mezza mi vado a riguardare tutti i video disponibili, batto le mani e mi iscrivo in anticipo ai fan club (che è un po’ come speculare sul mercato degli strumenti derivati).

il mio adorato Robert Downey Jr. avrà l’allegro compito di incunearsi nell’armatura superfashion di Iron Man. Robert DJ è un meraviglioso attore (esempio: Fur… fa l’uomo-leone. no veramente, è ricoperto di pelo e comunque ci si innamora di lui, non è così semplice! :D) ed è un peccato che abbia passato buona parte dell’ultimo decennio a pienarsi e imbottirsi di sostanze allucinogene… ora che pare più sano di mente (ma non per questo meno interessante) è tornato a lavorare su ruoli corposi e mi pare sia un ottimo Tony Stark. i miliardari sbruffoni con l’hobby del meccano a fini bellici sono splendidi personaggi per lui!

ora, io non so come Iron Man sia bardato nel fumetto… ma l’armatura cinematografica non mi pare da buttare via! da quel che ho potuto vedere, è anche comoda, Tony fa agili evoluzioni, picchia robot giganti e VOLA. se un supereroe vola, guadagna già mille punti, è importantissimo!

l’unica cosa che mi pare alquanto inopportuna, è ridurre Jeff Bridges a un vecchio signore pelato di mezz’età. dov’è la vestaglia?? per quale motivo non è in pigiama a sorseggiare white russian? ridateci il vero Jeff!

per chi volesse sbavare un po’ (in attesa dell’uscita del film il 2 maggio… spero non solo in america), ecco il nuovo trailer… sarcasmo per tutti!

gli scarni Oscar 2008

non so che ne pensi la popolazione mondiale, ma l’edizione 2008 degli academy awards mi è sembrata veramente un po’ sciatta.
tra la pioggia, il triste gazebone di plastica a impacchettare tutto, lo sciopero dei writers (concluso da poco), il povero Ryan Seacrest relegato insieme al resto della plebe giornalistica lungo una sorta di mangiatoia affacciata sul tappeto rosso e le star che figliano come in una conigliera (con conseguente abbondanza di vestitoni-maternità), mi sono un attimo intristita. nemmeno la potenza di E! Entertainment ha alleviato il mio senso di disagio e incupimento… dov’è la piattaforma 5 metri x 5 su cui le star salgono ordinatamente per farsi intervistare da Giuliana DePandi??? cos’è tutto quel casino di gente che vaga senza meta e senza consentire alla nobile Nicole di incedere aggraziata nello spazio che le compete?
e parliamo degli abiti… ma che PALLE! si è visto del rosso (anche sulla ripugnante Hannah Montana… che io non ho ben capito chi sia, ma mi terrorizza, è una creatura spaventosa, ha 15 anni fuori e 54 dentro) e un sacco di abiti bustier con gonna strascicosa… ma poca roba. mi è molto piaciuta Heidi Klum che, dopo tutte le penne che le mettono sul sedere da Victoria Secret’s, probabilmente ha assorbito un po’ di senso del teatro e si è presentata con una imponente creazione di Galliano (ola!), davvero bella anche la Cotillard, l’effetto sirena più realistico che si sia mai visto sul red carpet.
vista la noia generale, vorrei scovare le cose stravaganti… che dal punto di vista antropologico, è sempre più divertente.

Rosamund Pike (ma chi è!), vince il premio per il vestito più idiota di sempre:

è come se avessero preso un bidet e gliel’avessero avvolto intorno alla vita. ma poi, come farà a sedersi? mi ricorda anche un pinguino intrappolato in una tagliola. e poi tesoro, stira la gonna!

come noi giovani e scalmanate fangirl purtroppo sappiamo, è raro che Johnny partecipi ad eventoni mondani, ancor più raro è che gliene stracci qualcosa di vestirsi civilmente. alla prima di Sweeney Todd, si era presentato in doppiopetto gessato, con cravatta e fazzoletto scarlatti… non bello come alla prima dei Pirati (dove è arrivato vestito da pirata perchè è un uomo coerente) ma tenebroso e figo. premettendo che Johnny mi affascinerà per sempre e che è la mia celebrity preferita, però si deve tagliare quei capelli del cavolo. è almeno spettinarseli un po’ meglio… così sembra uno delle superiori che ha appena finito di giocare a calcetto. se proprio volesse fare le cose per bene, dovrebbe dire alla sua fidanzata che non si arriva con quelle calzacce velate alla notte degli oscar… e che si va minimo dal parrucchiere. e che non si mette quel vestito approssimativo.
si dai, nemmeno a voi sta simpatica Vanessa Paradis, è un castoro.

non sono una profonda conoscitrice della filmografia della Tildona Swinton (credo di averla vista solo in Constantine… che si sa, non è il capolavoro assoluto dell’arte drammatica), nè ho visto Michael Clayton (perchè i polpettoni spionistico-giudiziari-cospiratori mi ammorbano nell’anima) ma la ammiro, mi pare un genio, non ne comprendo del tutto il motivo ma è così. è vero, qui pare un gigantesco pipistrello emaciato, ma ha un suo perchè… quella strana palandrana le si addice, si accompagna bene all’originale stramberia della sua persona… e adesso mi toccherà vedere tutti i suoi film. vai Tilda!!

 

questa spigliata donna è Diablo Cody. io non so come mai abbia un nome del genere (forse perchè prima faceva la spogliarellista, la corpivendola o qualcosa di affine) ma la dobbiamo amare e applaudire perchè ha scritto lo screenplay di Juno, il film indie dell’anno. se non l’avete visto, fate in modo di procurarvelo, è geniale, molto piacevole e piuttosto originale. credo che lei rientri nella categoria delle persone che vengono additate come “geni” o “artisti”… ecco perchè può andare in giro con quel copricostume leopardato da isola di Formentera e mettersi gli anelloni etnici. evviva Diablo!

nevermore!

il contrabbando di libri prosegue con ottimi risultati (e incredibile giubilo per il mio portafoglio… che da completamente vuoto passa a semi-desertico).
tipo, ieri ho mostrato a tutti i miei parenti l’ultimo libro che mi è arrivato grazie ad un buon samaritano di Bookmooch (raccolta delle poesie di E.A. Poe… con the Raven, che è un po’ la mia poesia preferita di tutti i tempi… atrochè 5 maggio, ginestre varie e si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, datemi dei bei corvacci portatori di sventura!).

non è la copertina più appropriata mai creata? e i caratteri? sono così tetri ed eleganti… che meraviglia.
i libri vecchi mi affascinano, hanno un buon odore e mi danno un senso di eternità.
e poi parliamone, i libri adesso costano troppo… mi leggo più volentieri qualcosa di un po’ vissuto e stropicciato piuttosto che pagare 20 euro un libro di Banana Yoshimoto composto in totale da 97 pagine (Banana, cambia musica, sempre gli stessi tre temi in croce, dio santo!).
l’industria editoriale deve capire che ci sono personaggi tipo me, che più che lettori sono simili a quelle macchinette tritacarta che distruggono i documenti, noi abbiamo bisogno di prezzi da genere di prima necessità. agile esempio pratico: l’altro giorno ho trovato il romanzo di Sweeny Todd, Newton Compton, Johnny onestamente in copertina, prezzo 5 euro… e l’ho comprato subito. 5-8 euro, quello è un prezzo accettabile. purtroppo (ma per la fase che sto attraversando ora PER FORTUNA), i classici e i miei bei polpettoni fine ottocento-inizio novecento, hanno un prezzo più onesto… è che di non soli melodrammoni vive la giovane lettrice, per bilanciare devo assumere massicce dosi di moderno truculentume e narrativa stramba, che purtroppo è da mutuo.
l’unica battaglia persa è quella per i coffee table books, che tanto amo ma che non credo raggiungeranno mai prezzi ragionevoli. bellerrimi ma troppo inestimabili, la mia collezione ormai va in retromarcia!

sweeney todd

allora qua tutti sanno che venero Tim Burton e che la cosa più bella che potrebbe succedermi nella vita è andare insieme a lui in una bella cripta e disegnare dei gargoyle. oppure vestirmi da Sally e seguirlo in giro perdendo le braccia o le dita dei piedi… o intagliare zucche al chiaro di luna, roba simile.
quando ho saputo che gli era venuto in mente di fare un musical, mi sono subito un po’ spaventata (non c’è niente di peggio di vedere il tuo artista preferito produrre una cazzata). i musical mi danno da pensare… se Grease e compagnia bella mi hanno sempre pesantemente ripugnato, le cose tipo Fantasma dell’Opera, tetre e tormentate, mi piacciono sempre un sacco. col Fantasma ho pianto mezz’ora, sia vedendo il film (con Gerard-re Leonida-Butler che canta assai bene/è assai un bel vedere) che a Broadway, circostanza in cui sono stata trascinata fuori dal teatro in preda a una cupa disperazione.
e così, al primo trailer di Sweeney Todd, con Johnny che va in giro per Londra blaterando in fa maggiore e sventolando rasoi, mi era un attimo venuto da ridere… era abbastanza surreale….ma mi sbagliavo! (perchè si, anch’io sbaglio).

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