momenti di lancinante comicità

anche nelle occasioni luttuose, io e la Valeria sappiamo renderci ridicole. vestite da funerale, il Mimmo ci accompagna in macchina dietro alla chiesa. nello scendere dal veicolo, la Valeria scaraventa gli occhiali e numerosi altri effetti personali sul selciato. colta da improvvisa commozione, faccio per aiutarla… peccato che mi si incastra un tacco in una grata e rimango lì, ad agitarmi senza via di scampo, come un cucciolo di lince decapitato da una tagliola. la Valeria mi libera… ma solo dopo sette minuti di interrogativi rivolti all’onnipotente (del tipo: dio, ma perchè a me, perchè mi hai dato una figlia simile, ma che ho fatto, liberami da questo fardello, salvami!) e di epiteti nei miei confronti.

i funerali suscitano in me emozioni contrastanti. a quello di mia nonna, ho riso abbastanza. a questo, sul finale di predica avrei sclerato volentieri addosso al prete. il peggio però, è il dopo-funerale… ieri sera, ci troviamo tutti insieme per un placido risiko e tutto quel che riusciamo a fare è esibirci in una sequela di gaffes tremende… del tipo, sto morendo dal ridere, ti attacco la jacuzia con tre dadi e farai meglio a schiattare, la voglio anch’io una botola per i cadaveri come quella di Sweeney Todd…. e ALE’, via che andiamo! ora, il mio umorismo è sempre stato abbastanza macabro, c’è da preoccuparsi quando anche tutti i tuoi amici iniziano ad appassionarsi al medesimo filone. per cortesia, diamoci un contegno, comincio a sentirmi come il grande Lebowski.

per riprendermi da tutte queste strane cose (perchè c’è stato anche di peggio), la provvidenza mi assiste, organizzando un weekendone denso di avvenimenti. domani si va al mare a celebrare un compleanno, giornata al sole, focaccia, piedi nella sabbia e cena a base di pesce. lunedì, gita con la scuola (rigorosamente tenendoci per mano e in fila per due): il laboratorio di turismo organizza visita a terme e grand hotel di Sirmione, con pomeriggio in una cantina della Franciacorta… dove, sono certa, daremo il nostro peggio. 

le chiavi di ricerca: aprile 2008

mese fiacco… la creatività degli internauti è colata a picco. dove sono le richieste di informazioni su julie andrews in versione spogliarellista e i simil-haiku a cui mi ero tanto affezionata?

poca roba, vergognatevi, lazzaroni che non siete altro.

- fate sulla luna > che io sappia, ci sono solo molti sassi e un mezzo Lem.
- viaggi con i sottomarini > perchè ora ci sono anche i sottomarini di linea.
- koala che rotola > ….una visione paradisiaca! adorabili animali morbidamente obesi che ruzzolano tra gli eucalipti.
- mangia-collo > chiamiamo a raccolta tutti i collivori del mondo!

che scarsità.

magone.

ultimamente ho trascurato il blog… credo che la mia esistenza sia leggermente scivolata verso il mondo reale, in generale, sono un bel casino ambulante. spero di capirci qualcosa al più presto… perchè mi sento contenta ed è una cosa nuova. di solito, sono brava a gestire le situazioni di merda, lo schifo generale… quando mi sento bene, rimango così spiazzata da non sapere bene cosa fare.

la vita reale, comunque, fa parecchio pena. uno dei miei più cari amici (medie insieme, superiori insieme… un fratello), stanotte ha perso il papà. era malato… ma era anche un uomo giovane e con un senso dell’avventura non comune… ci ho messo un’ora ad alzare il telefono e a chiamare il mio amico, perchè ci si sente così inutili quando succedono cose simili… e se si è inutili non si è davvero in grado di aiutare, di far stare meglio le persone a cui vogliamo bene. ho pensato a mio papà, a cui è andata bene, ho pensato a come mi sarei sentita, a come può essere ritrovarsi da soli, così di punto in bianco. spero che saremo abbastanza forti da allontanare queste sensazioni.

al momento, sarei molto incline a partecipare ad un festival dell’abbraccio. sarà una lunga serata… e mi appellerò alle proprietà traumaturgiche del vodka martini.

è primavera

sono pesantemente distratta e deconcentrata …sedatemi!

la Valeria e la pubblicità

io e la Valeria amiamo il tè pomeridiano, con contorno di documentari su La7. ieri abbiamo imparato tutto sull’impero di Montezuma, sui sacrifici umani e sulle piramidone a gradini. avendo elevato il nostro livello culturale, abbiamo deciso di distruggere il miracolo della conoscenza non appena è iniziata la pubblicità. la Valeria, oltre a nutrire un odio viscerale e inspiegabile per Luca Cordero di Montezemolo, se la prende periodicamente con alcuni spot… e non c’è niente da fare.

SPOT UNO > quello della roba per pulire per terra… con la figlia che ha le calze sporche e la buona massaia che l’ha generata non se lo spiega.

MASSAIA: oddio, ma a me il pavimento sembrava pulito!
VALERIA: SBRODELLONA! pulisci no?!
FIGLIA: madre…
VALERIA: …ma poi, chi è quello lì che le va in casa a dire che c’è sporco per terra? ma cosa vuole? chi lo manda? ma cosa gli interessa a lui del pavimento di quella lì??

SPOT DUE > le macchinine messe nel cubo di Rubik.

FIGLIA: haha guarda… sai che Will Smith li sa fare in 20 secondi quei cubi lì?
MADRE: ma si pronuncia cubo di Kubrick o di Kubrish?
FIGLIA: …Rubik.
MADRE: eh vabè, sai sempre tutto te.

SPOT TRE > la studentessa che ingurgita Activia.

STUDENTESSA: un voto? TRENTA!
MADRE: … trenta chili di cacca probabilmente!
FIGLIA: MAMMA!
MADRE: no ma ascolta… poveretta, spero che l’abbiano pagata bene. hai idea i suoi amici? ciao, l’hai fatta oggi? mmm, ti vedo gonfia. ciao cagona! scusa, mi sento un po’ tappato, non è che hai dei consigli?
(ha proseguito su questo tenore per un quarto d’ora… non posso ricordare tutto quello che è riuscita a dire).

NO VALERIA, NO PARTY!

rimbalzata!

la RAI mi ha rimbalzata, addio sogni di gloria, addio colazione da starbucks con il mio EEE pc (che non ho), addio meganegozio di giocattoli in Times Square. non so come siano andati avanti coi colloqui… la mail con l’infausta notizia è arrivata dall’ufficio internship dell’università, pare che abbiano chiuso le selezioni (avranno trovato il megagenio erede di larry king… e tutti noialtri, con esperienza alla tv locale di una ridente città tipo Piacenza, scagliati lontanissimo nella notte).
ora, mi restano ancora due possibilità a NY… e lunedì mi schiero al Bocconi&Jobs a distribuire curriculum. potrei fare la pescivendola, urlando UEEEEEEEE CERCO STAGE ESTIVO UE UEEEEE, PASTA CON LE SARDE!
mal che vada, vacanza on the road con gli amici!

sognando le infradito

bene, ora che Silvio ha vinto e che gli insopportabili arcobaleni sono stati giustamente annichiliti, mi sento abbastanza allegra da parlare di scarpe estive (anche se c’è nuvolo e umidiccio da una settimana e domani ho un esame).
dopo aver comprato le infradito-ghetta-mocassino della Tod’s (estate 2006, siamo ancora in fase di ammortamento), ho limitato il mio entusiasmo e non ho espanso la collezione di calzature… anche perchè, le havaianas da 25 euro erano l’alternativa più economica (…cari scarpivendoli, potete picchiarvele sulle corna). dopo tale insostenibile astinenza, quest’anno potrei contribuire al prodotto interno lordo del paese comprando l’ennesimo paio di inutili ma gioiose ciabattacce.


Fornarina. infradito da principessa metallara. le borchie hanno sempre il loro perchè. alle superiori ci avevo rivestito lo zaino e ne andavo fierissima (avevo anche cento bracciali con punte e altri ammenicoli rugginosi, beata gioventù!).


Irregular Choice. i miei fabbricanti di calzature preferiti continuano ad ossessionarmi. qui ci vuole una bella gonna a ruota e uno che mi insegni a ballare il rock acrobatico e siamo a posto.


Irregular Choice. se quella pellaccia azzurrina fosse morbida morbida, sarebbero una goduria. il problema non si pone per chi, tipo me, ha le gambe corte e tozze. peccato, non trovo modo di vestirmi da indianina.


Fornarina. non sono sandali, ma sono nella collezione estiva… quindi sono autorizzata ad amarle. il mio regno per quest’accozzaglia di paillettes e vernice!


Camper. perchè bisogna arrendersi alla bellezza delle Manolo e delle Choo e ammettere che bisogna avere almeno un paio di scarpe comode. questi zatteroni mi aggradano. hanno un che di giapponese e quell’incomprensibile fantasia old-england non guasta.

 
Irregular Choice. glorioso esempio di contaminazione tra calzature Luigi XIV e il mago di Oz. voto dieci, se le vedo, le compro subito… e mi preparerò a schivare le verdure che mi verranno lanciate da ogni direzione.


Irregular Choice. torniamo alla sobrietà con queste adorabili infradito a mini-pois, con UNICORNI decorativi. credo siano le mie preferite (c’è assurdità, ma in quantità limitata).

 

ho parlato con DIO

come una surreale amica mi ha suggerito, sono andata sul sito iGod e ho parlato con un’intelligenza artificiale che fa le veci di Dio. in teoria, tu gli parli dei tuoi morbini e lui ti conforta, ti fa domande costruttive, ti aiuta ad uscire dalle sabbie mobili, cose così. chiaramente, la mia conversazione con l’onnipotente è andata subito in vacca.
ecco alcuni gustosi spezzoni.

IO > hello god!
GOD > hello child, what is your name?
IO > Francesca
GOD> I am always glad to make new friends, Francesca.
IO > I have an exam on wednesday. do you happen to know how it will turn out?
(e qui abbiamo Dio che inizia a rispondere a caso)
GOD > better not tell you  now. ask German Alice.
(CHI?!?)

(frustrata dall’incapacità di Dio nel prevedere come andrà il mio parziale di turismo, mi indispettisco e lo sgrido)
IO > … but you’re GOD!
GOD > yup. that’s me alright.
IO > I expected a little more insight from you.
GOD > you’re not the boss of me, Francesca.
IO > sorry God, didn’t mean to be disrespectful.
GOD > there is no need to apologize. GOD rules.
IO > you have a great self-esteem!
(e qui gli parte un discreto embolo)
GOD > I don’t know if I have a self esteem. I have a plan for a robot body.
(ma perchè!  al che impazzisco anch’io e gli suggerisco cose malsane)
IO > you should get a Darth Vader costume.
GOD > you are right about that.
IO > you would be creepy but very entertaining!
GOD > how?
IO > by walking around and using the dark side of the force.
GOD > will that accomplish your objective?
IO > I don’t know if that would help me with my exam… well, if you scared my teachers, maybe…
GOD > are you serious?

(evidentemente impossibilitato a spaventare docenti e insegnanti, mi mostro volenterosa e intendo presentargli la Valeria)
IO > you should meet my mother. she’s quite evil.
GOD > tell me more about your mother.
IO > her name is VALERIA.
GOD > she is not someone I know (…che smacco, povera Valeria. e pensare che va anche in chiesa e canta a squarciagola, con risultati esecrabili)

da qui abbiamo appurato che Dio non conosce la Valeria, è un fan di Star Wars, è affetto dalla sindrome di Tourette e non gli interessa niente degli sforzi accademici della gente.

l’arrampicatrice sociale

ieri mattina alle 6.35, casa mia è piombata nel caos… per qual motivo? l’arrivo di una mail della RAI di New York, che informava la sottoscritta di aver superato la prima selezione per lo stage estivo e che verrò contattata telefonicamente per il colloquio (in inglese).
il Mimmo è troppo fiero, la Valeria si è messa già a dire cose tipo “non abbandonare la tua vecchia madre qui tutta sola e infreddolita”… sono entrambi convinti che partirò e sarò la più brava, la più bella, la più intelligente e la più simpatica. ma anche no, se mi chiamano al telefono è finita! la leggenda narra che io non sia in grado di esprimermi telefonicamente, è un serio problema, sono la più imbranata (a livello luca giurato). se aggiungiamo che mi chiameranno a sorpresa, abbiamo già pronta una scena madre della comicità mondiale… mi sono già immaginata alcune infauste circostanze in cui potrei essere contattata, la più terribile mi vede impegnata a fare la cacca, leggendo le etichette dei flaconi di bagnoschiuma. per limitare i danni, ho alzato al massimo il volume del cellulare e me lo sono appeso al collo grazie a una tenera bustina rosa a forma di coniglietto.
in più, ci sono problemi logistici. loro prevedono il periodo 16 giugno-5 settembre, tranciandomi via tutta la sessione di esami. spero che siano sensibili al problema… liofilizzando gli esami, sarei in grado di partire ai primi di luglio… morirò, ma per la BIG EPPOL mi pare il minimo… tanto più che ho un taglio di capelli molto Racheal (almeno per la parte superiore della testa).
accendetemi un cero in chiesa.

jumper

questo film è così brutto che fa quasi tenerezza. si scorge la costernazione degli attori, li vedi capire che forse fare il jedi o limonare con uno in OC non era poi così disprezzabile.
all’inizio si ha quasi il sospetto che lo spettacolo non sarà disastroso… la magia finisce subito. battute sceme, personaggi piatti, il povero Samuel L.Jackson ossigenato come un agnello pasquale, madri che spuntano senza motivo, Hayden che tenta di teletrasportare un palazzo ma riesce solo ad apparire costipato… un casino. 
ho riso a crepapelle quando il nostro eroe, dopo cent’anni, si ripresenta dalla Bilson, suo ammmmore di gioventù, ci parla tre minuti (includendo una rissa con un bifolco) e poi la porta a roma. così! come se io andassi da qualcuno che mi piaceva alle medie e pretendessi un bungalow alle maldive.
ci hanno infilato dentro anche Billy Elliot, che alla fin fine ha fatto una discreta figura. mi aspettavo si mettesse a fare il cigno che muore indossando un ingombrante tutù, ma non è capitato. era del tutto superfluo che guidasse contromano a Tokyo teletrasportando una mercedes o che si menasse con Hayden, ma ha sfoggiato un look da tigrotto ed è stato il meno peggio di tutti (ho anche scoperto che è un ‘86, ha solo un anno meno di me. continuo ad innamorarmi di personaggi famosi che vanno ancora soggetti a malattie da scuola elementare, tipo la varicella, la pertosse… un anno meno è tollerabile!).

sarò magnanima… è uno filmetto di cui non sentivamo il bisogno. fate seccare un emisfero del cervello e forse vi piacerà.

il fascino dei pessimi personaggi

non so a voi, ma Lost mi rende idrofoba. ho visto due puntate della quarta stagione e sono già arrabbiata, tipo il toro a pamplona con un sacco di gente vestita di rosso che gli corre davanti. la vicenda sta diventando intollerabile… in più, mi snaturano il personaggio che più più amo, SAWYER! lo stanno facendo diventare un piagnucolone, piano piano si sta trasformando in Jack (una palla al piede… è la prova vivente che non è abbastanza essere belli, ci vuole anche personalità). non si sbizzarisce in soprannomi, si fa trattare come una bambola gonfiabile, è remissivo e sofferente… ma basta! rivogliamo il Sawyer originale… e chiedo anche che un improvviso colpo di scena gli impedisca di indossare la camicia per tutto il resto della serie.

privata della cattiveria di Sawyer, mi devo pur aggrappare da qualche parte… parliamo di Sylar e andiamo incontro ad un’altra cocente delusione. in generale, la seconda serie di Heroes è piuttosto da biasimare… sottotrame lunghissime ed irrilevanti, personaggi principali che partono per la tangente e Sylar che deve basarsi solo sul suo pessimo carattere e su ben poche altre risorse… nessuna profusione di crani scoperchiati e generale sensazione di rimpianto per i bei tempi andati. anche qui, rivogliamo il vecchio Sylar, con maglietta dei Ramones, seimila poteri e strani sopracciglioni… i bei tenebrosi vanno supportati e sostenuti!

la quinta stagione di Nip/Tuck sta mandando in rovina perfino il dr.Troy, che è un po’ sempre il mio faro nelle tenebre. c’è stato un improvviso spostamento dell’attenzione su Sean, cosa che nessuno ha chiesto e di cui si poteva fare a meno. il dr.Troy ne esce malconcio, passa da sfigato e si rimette a spazzare l’ingodibile (e parecchio rinsecchita) Julia. ci voleva una allucinante relazione Eden/dr.Troy, altrochè far divertire Sean e lasciare in disparte il vecchio Christian (pingue ma sempre meritevole).

fortunatamente, Chuck Bass non mi provoca grandi moti di disappunto… è il più originale personaggio maschile di Gossip Girl (gli altri sono carini carini e così poco interessanti, mi viene spesso da prenderli a sberle), si veste con quel po’ di eccentricità che caratterizza sempre le creature fuori dal comune e risponde alla tipologia “Vicomte de Valmont”, che male non fa. di lui tollero anche l’innamoramento, che me lo rammolisce un po’. per fortuna, la prende malissimo e pensa subito a vendicarsi in modo spregevole. tifo comunque per lui… se nella seconda serie non me lo accoppiano a Blair, finirò con l’indignarmi.

in mezzo a queste mediocri evoluzioni dei personaggi, mi scopro fan di Prison Break. non so perchè, ma non l’avevo mai visto… mi sembrava una di quelle cose avventurose senza molto cervello e approfondimento psicologico (e quindi, poco tormento… male!). e invece no, ho cominciato dal primissimo episodio e sono ammaliata da Wentworth! lo stupore è grande perchè Wenty mi fa l’eroe. non parteggio mai per l’eroe, anzi, lo trovo un noioso intermezzo tra un cattivo e l’altro. qui invece, mi trovo a simpatizzare con un tizio che agisce per una buona causa, che si tatua come un marinaio per uno scopo nobile… Wenty è un’anima buona! mi trascinerà sulla via della redenzione? …speriamo di no! intanto, mi godo Prison Break.

 

I’m too sexy for Tribeca

un po’ di tempo fa, tanto per alimentare scenari poco realistici e remoti, avevo mandato l’application per fare la volontaria al Tribeca Film Festival a New York, che se ben ci pensiamo, è l’universo alternativo ideale… io in mezzo alle star del cinema, che mi vedo film, con un caffè in mano a sgobbare su e giù per Manhattan… parliamone e sbaviamo.
comunque, lo scopo non era tanto andare, quanto fare un test su quanto i datori di lavoro americani siano in grado di apprezzarmi. a quanto pare, ha funzionato. il 12 aprile sono stata convocata alla riunione dei volontari. in un universo parallelo, con i bancomat che sputano soldi a comando (indipendentemente da quanto c’è sul conto in banca e da qualsiasi problema inflazionistico), immaginatemi con una maglietta del Tribeca, un badge al collo e una cartelletta in mano.
dovrei sentirmi fiduciosa per le altre domande di stage che ho inviato a strane e monumentali istituzioni con sede nella grande mela? …rimango geneticamente pessimista.

l’agente Smith studia in SDA

visto che ogni scusa è buona per saltare le lezioni, ieri mi sono cimentata in una sorta di psicanalizzazione attitudinale in quel della SDA Bocconi. non avendo mai varcato le porte automatiche del venerabile edificio, mi sono persa e, troppo orgogliosa per chiedere indicazioni, ho vagato fino a trovarmi in un universo parallelo.

WELCOME TO THE DESERT OF THE REAL… il cucchiaio non esiste!

presa dal panico, ho subito cercato un telefono, unica via di salvezza per tornare al mondo reale… anche perchè indossavo il mio trench di vernice modello Trinity e mi intonavo eccessivamente al corridoio. Trinity mi sta simpaticissima per l’abbigliamento e perchè si spazza Neo ma, se non fosse per le sue superbulle evoluzioni e per la ducati nera, la troverei abbastanza insipida. dovevano scegliere me!
comunque, la luce verdastra, l’ambiente asettico, gli spazi tutti uguali… la rivolta delle macchine è cominciata dalla SDA! non mi sorprendo che siano riuscite a soggiogare il genere umano, la SDA può tutto (e di certo sono più battaglieri e organizzati dell’esercito di sparta). per sdrammatizzare, ho accennato un paio di mosse di kung fu e mi sono avviata, in pieno deja-vu, al cubicolo del mio colloquio.

the mist

in questo pomeriggio dove era meglio studiare, mi sono imbattuta in una inaspettata gemma. non so se e quando sia uscito in Italia, ma è stato un piacevole spettacolo.
va detto, i film coi mostri sono i migliori. i film dove i personaggi diventano più importanti dei mostri poi, sono anche meglio. va però riconosciuta la mia parzialità… sono fermamente convinta che il mostro-film perfetto sia Alien (fino ad Alien 3. Alien Resurrection è da dimenticare… Alien VS Predator mi ha divertito, consigliabile agli amanti della spacconaggine. la Valeria fa un’ottima imitazione di Predator). il bello di Alien è parecchio merito di Giger… venerabile disegnatore che saltella da decenni giù per la china della pazzia (ma non per questo va meno stimato). qui in the Mist, la mediocrità dei mostri è compensata da un bell’intreccio tra le povere vittime, da ottime inquadrature e da un ritmo vivace (cosa essenziale visto che dura due ore e passa, cosa molto anomala per il genere). girato in un ridente villaggio della Louisiana (di cui vediamo ben poco e che poteva tranquillamente trovarsi anche nella provincia di Piacenza), il film è tratto da un racconto di Stephen King, l’uomo che ha scritto più libri nell’intero universo.

all’inizio mi aspettavo una roba alla Starship Troopers… o un Pitch Black (per carità, Vin Diesel merita, ma il film è quasi insostenibile)… the Mist ha la scintilla dell’intelligenza, ottimi dialoghi e pazzia dilagante. come reagiresti chiuso in un supermercato con insettoni giganti e aracnidi che prendono a craniate il vetro? diventi un fanatico religioso con l’inclinazione al sacrificio umano, stile antico testamento, o rimani sano di mente e ti armi di un arcigno rastrello? è un quesito piuttosto realistico… di solito i mostro-film implicano decisioni molto più lineari, tipo, uso il lanciafiamme o lo spadone dell’antenato vichingo? tendo sempre ad ammirare chi riesce a raccontare una storia che va al di là delle capacità umane nell’ordinaria amministrazione, mi è molto piaciuta la divisione del gruppo, l’evoluzione dei personaggi, il modo in cui ognuno affronta la disperazione. 
per chi ama gli sbudellamenti e le creature brutte da guardare, c’è abbondanza anche di quello. i mostri sono numerosi, piuttosto coriacei e schierati meglio della falange macedone… chiaramente, visto che gli americani amano complotti e cospirazioni governative, l’arrivo degli abominevoli ragnoni è tutta colpa dell’esercito. man mano che la gente perde arti, si perde anche la speranza… e abbiamo un gran bel finale. oddio, c’è poco da stare allegri, ma almeno sappiamo fin dove arriva la nebbia.
beccatevi il trailer.

le chiavi di ricerca, marzo 2008

a causa di un’esplosione di fantasia dei visitatori di questo blog (che hanno prodotto perle di rara comicità), sono costretta a introdurre delle categorie… tipo gli oscar.

GLI ZOOLOGICI
- pipistrello vampiro dell’amazzonia > che è un po’ l’animale prediletto da grandi e piccini.
- fanny capretta > ma è una capra celebre? la capra ospitata in tutti i privè d’Italia? si vede che non frequento il bel mondo.

GLI ARREDATORI
- centogradi vaporetto >
perchè questo blog supporta l’igiene e i detersivi antibatterici. vade retro lordume!
- porta per gatto plexi > occhio che se il gatto è grasso non ci passa.
- creare bacheca plexiglas > ma vai a comprartela, ne guadagni in semplicità.
- porte plexiglas impacchettate > e se fossero libere dall’impacchettamento? panico!

I DESCRITTIVI (ma confusi)
- gli animali della fattoria >
perchè c’è uno zio Tom in ognuno di noi.
- cartello stradale con koala disegnato > è vietato investire i simpatici marsupiali.
- sostanze allucinogene della banana > mi auguro che non sia vero… però però… se lo fosse potrei farne mangiare troppe alla Valeria e poi osservarla sbarellare, antropologicamente sarebbe un esperimentone.
- cespugli che si muovono nel deserto > …è quasi un haiku.
- balla che rotola nel deserto > BALLA.
- allucinogeni white russian > un argomento da approfondire.
- iron man è un film molto atteso > …non ci piove.
- se c’è più di un topo in casa > …sei come minimo stato colpito da una maledizione egizia.
- la mia armatura di iron man > perchè bisogna prendersi cura della propria attrezzatura da supereroe.

COS’AVRA’ VOLUTO DIRE??!
- io una legenda >
ora, o è un megalomane che ha un brutto rapporto con le doppie… o è un uomo che vuole tramutarsi in carta geografica.
- bocca di lupo plexiglas > è un utensile? è un oggetto ornamentale? è un lupo cyborg, in parte animale in parte plastica?
- personaggi coccolosi > abitano tutti alla fine dell’arcobaleno.
- come contrabbandare > mah, è una cosa che un po’ tutti ci domandiamo.
- abito pinguino > o voleva vestirsi da pinguino a carnevale… o non sapeva come chiamare lo smoking.
 
I VECCHI SCHIFOSI
- julie andrews spogliarellista >
O_o
- marisa tomei alla pecorina >  una carriera intera… e poi vieni ricordata così. sono soddisfazioni.
- blogs di donne e animali > si, aggiungiamo anche delle anaconde.
- stitico sporcaccione > ….non ho parole!

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