Archivio peranimali

la Valeria e il pollame

FIGLIA: Madre? che animale è?
MADRE: su su mangialo che è buono.
FIGLIA: no lo mangio ma voglio sapere che animale morto è.
MADRE: ma è cicci di tacchino, cosa vuoi che sia??? ci ho messo anche tutte le erbette buone. vuoi un po’ di sugo?
….
FIGLIA: no ascolta, ok la coscia, ma quella roba lì semitrasparente e molliccia che c’è attaccata te la mangi te.
MADRE: OOOOOH che sarà mai, non vedi che è una cartilagine?
FIGLIA: mmm, prelibata!
MADRE: e guarda, lì c’è il vaso sanguigno, quel tubicino lì.
FIGLIA: oh che schifo il tubicino! e questa specie di tumore?!?
MADRE: scema! non scartarlo, quello è il CONDILO!

mai rifiutarsi di mangiare sconosciute parti anatomiche del tacchino, la Valeria gli farà un’autopsia per convincerti che è buono. chiaramente, la tua reazione sarà prendere il volatile e roversciarlo nel piatto del Mimmo.

no perchè ne so di marketing

è raro che, mentre cammino del tutto priva di entusiasmo verso l’università, qualcosa rallegri la mia esistenza.
l’altro giorno invece mi è andata bene (e senza bisogno di ingurgitare caffeina!). sono comparsi cartelli con su sagome di animali esotici e scritte tipo “passaggio canguri”, “pericolo pinguini” e altre cose finto-realistico. ero già più gioiosa e garrula, quando mi sono imbattuta nel manifesto più bello di sempre:

mi raccomando, se lo trovate, siate molto gentili con lui, il koala è dormiglione e se lo svegliate di soprassalto potrebbe morire di infarto (no veramente!). in Australia è molto pericoloso andare in macchina sotto gli alberi, i koala addormentati talvolta cadono sulla carreggiata e c’è pieno di segnali stradali che ti invitano a non  investirli. perchè, poverini, sono teneri, non bisogna investire le creature coccolose (come non si deve mangiare il cavallo, perchè è bello e aggraziato. gli animali brutti tipo la rana pescatrice invece vanno mangiati, così il mondo migliora dal punto di vista estetico).
in più, il koala va ancora più capito e apprezzato perchè fa involontariamente uso di droghe: l’eucalipto di cui si nutre, quando viene digerito, libera una sostanza vagamente allucinogena che rincoglionisce in modo pesante il simpatico orsetto, trascinandolo in uno stato di pigro e allegro torpore. in pratica è come mettere il grande Lebowski su un albero.

la Valeria e gli animali della fattoria

MADRE: sono proprio stanca.
FIGLIA: oh, cos’hai fatto? hai fatto a pezzi Megatron a mani nude?
MADRE: ma va là, sono andata nel bosco, l’omino che ce l’ha messo a posto è proprio un nano, si mette gli scarponi con la zeppa. comunque lo dobbiamo recintare quel bosco, se no ci ricresce dentro di tutto.
FIGLIA: ah perchè se recinti non cresce?
MADRE: no perchè se recinti poi dentro ci  mettiamo le capre. l’omino ha detto che se prendiamo un paio di capre ce lo tengono pulito loro, sono molto efficienti.

ora. l’unico animale domestico che io abbia mai avuto era un criceto… e non volevano farmelo prendere… e adesso ci piacciono le capre.

l’ospite a sorpresa

come qualcuno forse ricorderà, a settembre ci è entrato un topo in casa. inutile rievocare tutte le splendide emozioni che il roditore ha portato nella mia vita… tipo, “Francesca prendi lo spazzettone e posizionati sulla porta, così se esce gli fai del male” e anche “Francesca guarda, ha rosicchiato la mela!”. il peggio è stato che al cinema c’era Ratatouille e tutti erano stranamente ben disposti verso i topi, non ci si poteva dichiarare disgustati dai ratti che tutti ti venivano a dire che erano carini, pieni di talento e abili nella conversazione.
dopo una settimana di Valeria armata di vaporetto Polti che cuoceva i mobili a cento gradi, con Mimmo a posizionare trappole, colla e altri oggetti potenzialmente letali, il topo se n’è andato da solo e la nostra vita domestica si è ricomposta… tipo, adesso possiamo tenere la frutta in cucina ed entrare dalla porta senza dover spaventare niente (prima c’ero io che urlavo e strepitavo per quindici secondi, poi si entrava). ma l’incubo sembra affliggere ancora il nostro ridente condominio e la paranoia si sta nuovamente diffondendo.
la nostra vicina russa, l’IRINA (visualizzate una lanciatrice di  martello siberiana estremamente ben vestita e più o meno ci siamo) ha scagliato un topo giù dal balcone a ciabattate, la creatura si è sfracellata morendo sul colpo. la comunità dei ratti, per vendicare il compagno caduto, ora sembra avercela troppo con i russi. ieri sera c’era un gran sbattere di porte, bestemmie in cirillico e picchiare sul pavimento. l’Orso dei Carpazi (marito dell’Irina dalla fisionomia piuttosto minacciosa) si è unito alla caccia, quando lo incontriamo, ci sembra sempre incazzato nero, perfino la Valeria lo teme. non sappiamo se i topi stiano vincendo, ma sicuramente tifiamo per la Russia.
a peggiorare lo stato di agitazione che pervade il palazzo, ci sono anche le leggende metropolitane (che se hai dei condomini con più di ottant’anni, diventano narrazioni epiche con gli elementi classici di eroismo, terrore e morte). dopo sei mesi, il Mimmo ha finalmente rivelato le vere dimensioni del topo che avevamo in casa noi. “papà papà ma era grosso?” “ma va no, era un topolino…”. oggi si è scoperto che era una specie di pantegana famelica e con un pessimo carattere, grosso come un varano di Komodo. ritengo che l’ignoranza sia talvolta positiva. i topi che assillano l’Irina probabilmente sono altrettanto minacciosi e preistorici, si dice che vadano su e giù per le scale, sappiano volare e conoscano le proprietà magiche della spazzatura.
ora non vorrei essere razzista ma, VAFFANCULO AL NEGOZIO DI KEBAB! ANDATEVENE A CASA VOSTRA CON TUTTI I VOSTRI TOPI…o perlomeno, teneteveli ben chiusi nel locale!

la bussola d’oro

sopraffacendo la mia avversione per il fantasy (scatenata da quella triplice palla al piede che è il signore degli anelli e dal quasi insopportabile Narnia… che se non era per i grifoni e gli unicorni e un deja-vu di Attila flagello di dio, si poteva anche scappare dal cinema) ho visto La Bussola d’Oro.

non ho letto i libri e non me ne intendo… devo dire che mi è piaciuto… ed è tutto merito dei daemons! ma che belli sono!
anch’io voglio un’animale/spirito parlante e multiforma. la scimmiaccia dorata della Nicole era tremenda, ma il leopardo di James Bond era troppo bullo. ho provato pietà per il bambino che aveva il rattone di fogna… ma dai, che tristezza!
non capisco perchè tutti hanno animali medio-piccoli. la roba più grossa che ho visto erano i lupi e qualche felino… è per ragioni di praticità? mi rendo conto che, se tutti avessero un rinoceronte, un bufalo o un’alce, la vicenda sarebbe complessa, come fanno a seguirti al lavoro, panico! e gli animali marini? nessuno ha un animale marino? io vorrei troppo il delfino beluga come daemon… morirebbe orribilmente soffocato nel tentativo di stare con me sulla terraferma? se fosse più piccolo, si potrebbe metterlo in una boccia e portarlo con sè… però che palle, non si sentirebbe nemmeno quel che dice.

ho immediatamente cercato di ipotizzare che daemon avrei. gli amici, data la mia inclinazione al fancazzismo e la scarsa utilità quando si tratta di fare da mangiare o pulire la casa dopo una festa, mi assegnerebbero senza esitazione il gatto persiano. ma mi ribello. potrei propendere per un animale ancora più pigro (e a causa della sua dieta, molto incline alle allucinazioni), il sempre amato koala. però, non ce lo vedo a trascinarsi per strada cercando di seguirmi… me lo dovrei portare in braccio tutto il santo giorno. data l’indecisione, considerando anche che ho affetto per la capretta del cashmere, il coniglietto, la cornacchia alla E.A. Poe, la FOCA monaca neonata e il pipistrello vampiro dell’amazzonia (nonchè per il GURZO del borneo meridionale), ho deciso di fare il test che c’è sul sito ufficiale. e mi è uscito un animale inaspettatamente nobile e valoroso, il LEONE…. uau, sarà per il volume della capigliatura e per la comune attitudine ad addormentarsi nel primo pomeriggio.

si chiama THALERON. è un nome da creatura che va temuta e rispettata… è palese che non l’ho deciso io. probabilmente l’avrei chiamato MUCCIBU’ o POFFETE POFFETE, addio denominazioni altisonanti da re della foresta e via con i pomeriggi passati a pettinare il leone e a mettergli dei bigodini sul testone.