Archivio perarte
tenere fuwa
le olimpiadi stanno provocando in me profondo scoramento.
la mia passione è la ginnastica artistica… e non se ne può più di vedere dei cinesi che trionfano. sono felice che le adorabili americane abbiano vinto alla trave, ma tutto il resto è incubo. cinesi bravi eh, per carità, però che invadenza, sempre sul podio, tutti lì a darsi dei cinque, che cavolo! come se non bastasse, il bullissimo Igor Cassina (che non so perchè ma mi sembra addirittura carino) pezza tutto e non vince niente (facendo addirittura piangere l’allenatore).
visto che non è giusto essere così poveri di spirito olimpico, ho cercato qualcosa che mi andasse a genio (oltre all’intricatissimo stadio)… e ho scoperto le giuggiolose mascotte e le loro simpatiche caratteristiche (perchè si sa, la Cina ama il simbolismo).

Huanhuan > è il capetto delle Fuwa. simboleggia la fiamma olimpica, è un tipo espansivo, gli piace giocare a palla e il suo copricapo è ispirato alle pitture murarie di Dunhuang. quante ne so.

Beibei > dovrebbe essere un pesce, un’onda, uno specchio d’acqua… a me sembra che somigli a Malgioglio. comunque, Beibei è uno spiritello benaugurante (prosperità e tutte quelle cose lì), è gentile e innocente. ama nuotare e predilige gli sport acquatici.

Jingjing > la sua missione è ispirare simpatia e portare felicità. non capisco come un panda con in testa delle foglie di loto possa riuscirci, ma tant’è, il panda è ritenuto un tesoro nazionale e simboleggia l’armonia tra uomo e natura. è ottimista e molto rilassato, eccelle negli sport dove è necessario essere forti e nerboruti. insomma, si sta estinguendo col sorriso sulle labbra.

Yingying > è un’antilope (per la precisione, una Qinghai-Tibet Plateau, animale che somiglia in modo sorprendente a un’asino). agile e veloce, ci ricorda la vastità del territorio cinese e simboleggia la buona salute. la roba che ha in testa è un riepilogo della tradizione iconografica della Cina occidentale. Yingying ama la corsa ed è un astuto furbacchione. ma pensa un po’.

Nini > è un uccellino di rara beltà, spesso raffigurato nella decorazione degli aquiloni. per essere zoologicamente accurati, Nini è una rondine che porta fortuna ovunque svolazzi. ama la ginnastica ed è uno spirito semplice e pacifico.
bè, ognuna ha il colore di un cerchio olimpico. tanto per la cronaca.
non so da dove mi sia venuto questo post.
Hellboy DUE, applausi ai mostri
non sono una tipa da avanguardie francesi della seconda metà del novecento, da neorealismo italiano con attori di strada, da barbosità cervellotiche e ammorbanti… il film “impegnati” che rispondono ai miei canoni di comprensione del mondo sono quelli che escono dal Sundance, quindi perdonatemi se amo i supereroi.
vabè, Hellboy mi è piaciuto un sacco, oddio, non è il film in grado di dare una svolta alla tua vita, ma è stato divertente, godibile e fantastico dal punto di vista visivo… e ho notato un netto miglioramento rispetto al primo tentativo, con tutti quei nazisti e mostri coi tentacoloni (non che io discrimini le creature coi tentacoli, però al quarto piovrone non se ne poteva più).
non conosco bene il fumetto, ma the Golden Army è il prodotto di una collaborazione tra Mike Mignola, creatore di Hellboy, e il Guillermo del Toro (quello di uno sfortunato Blade e dell’acclamato Pan’s Labyrinth), regista e amico dei mostri. il risultato è molto fantasy, meno cupo e demoniaco del fumetto. spuntano creature nuove e soprendenti (la prossima volta, meno umanoidi deformi, più cose lontane da questo mondo), ma anche i protagonisti vengono rivisitati… diventano più ironici, godibili, divertenti.
mi sarebbe piaciuto vedere Liz usare un po’ più i suoi poteri, o esibire un taglio di capelli più intelligente… e pure Abe, non fa null’altro che sapientoneggiare qua e là e leggere poesie, non nuota, è inutile. per fortuna ad un certo punto lo fanno riempire. Hellboy era già un bel personaggio… ed è anche più semplice renderlo interessante perchè ha un brutto carattere, gli ingodibili sono più facili da elaborare. l’uomo ectoplasma tedesco è un’innovazione simpatica… ma si viveva bene lo stesso.
visto che mi invaso facilmente con le cose artistico-cinematografiche, ho intenzione di dare la caccia all’artbook del film… sbavando sulle illustrazioni di Mignola e su quello che ne è uscito, vedi uomo-pesce e ancora uomo-pesce. mi sono piaciute molto anche le carnivorissime fatine dei denti, che tutto sommato sono pure carine, la vecchia-troll (con accento scozzese) e anche i vari principi e principesse… molto candeggiati ma bulli. e poi ho sempre avuto un debole per l’abbigliamento elfico giapponesizzato… datemi un kimono e una specie di katana retrattile e appuntita e sarò contenta come una bambina.

alla fin fine, però, il mio mostro preferito è l’angelo della morte… non c’è partita, è troppo insolito, ossuto e spigoloso, con una punta di malaugurio e cenciosità… splendido, è da un po’ che non vedo un essere così schifoso e originale (e no, non importa che abbia la testa fatta ad asse del cesso… a padella sbeccata… a ventaglietto di pastasfoglia… a badile di marmo…).
ah, la trama è del tutto irrilevante. se Hellboy avesse dovuto cucinare l’abbacchio, invece di salvare il mondo da un olocausto, sarebbe stato lo stesso.
tokitiger
Simone Legno è decisamente il mio eroe. da disegnatore di cose giuggiolose in quel di Roma, finisce a Los Angeles a capo di un impero, si espande in qualsiasi categoria merceologica e finisce a collaborare con brand dalla figosità indiscutibile. in attesa di potermi permettere una borsa Tokidoki (ho 35 euro sulla postepay e la Valeria si è convinta di essere in miseria… quindi anch’io devo diventare un eremita) applaudo alla recente collaborazione per la creazione di una nuova linea di Onitsuka Tiger. ce ne sono di centoventi colori… ma quelle gialle sono sempre le più bulle.
P’N'P, il making-of!

nonostante scandali, pubbliche amministrazioni che si dissociano, cambio di spazio espositivo, articoli sul ridente quotidiano locale e nonne che coprono gli occhi ai nipotini, la nostra mostra collettiva si inaugura oggi (per tutti i piacentini e per le persone di buona volontà delle vicine province, siamo al For Sale, dalle 18.30 alle 2… io un po’ meno perchè domani ho un esame). continuo a chiedermi cosa sarebbe successo se sulla locandina ci fossero stati dei gattini neonati, con delle gigantografie del pene di John Holmes a fungere da materiale espositivo. probabilmente niente. ma basta con queste futili e spiacevoli polemiche.
come tutte le cose davvero COOOOOL anche YEA, facciamo un po’ di backstage, con colleghi che allestiscono, si arrampicano sui fusti di birra e si spartiscono le pareti.



il mio muro è quello arancione che si scorge in lotananza. pensavo che l’arancione fosse il colore più odiato da tutte le pareti del mondo, in realtà l’effetto complessivo piace. mi piace anche perchè quel muro è di pan di spagna lievitato naturalmente, a prova di piantatrice di chiodi inetta. mi hanno dato in mano questo martello dell’alto medioevo e non mi sono neanche pestata le dita. oggi mi presenterò armata di swiffer e vetril a tirare giù polvere e ditate dalle cornici, con Valeria in videoconferenza che mi dice come si fa.



basta, sono fiera.








