Archivio percinema

pillole

e usiamo questa benedetta capacità di sintesi che dio ci ha donato:

- sono furente. in Italia vedremo Wall-e solo in ottobre. e non importa quanti adorabili video sono disponibili su internet… voglio andare al cinema e dare dei soldi alla pixar. nel prossimo futuro, mi dedicherò meticolosamente alla recensione del merchandising… perchè se non posso avere un wall-e personale, devo essere risarcita con qualche altro gadget.

- sono sopravvissuta con successo alle prime due giornate di lavoro. sono un’insegnante modello… arrivo con le fotocopiette, con gli esercizi da fare, distribuisco schemini e tabelle grammaticali, scrivo roba alla lavagna (cancellando con un imbarazzante rotolo di carta igienica)… tutto bene. ho dei BEGINNERS un po’ gnucchi ma me la ghigno molto… sul completare le frasi con HIS e HER c’era gente sudatissima e presa dal panico… la mia tenera supervisor ha finito la giornata in lacrime per le risate e seminascosta sotto al tavolo (perchè bisogna darsi un contegno!).

- sono andata in piscina ben due volte e ora, invece che un petto di pollo surgelato, somiglio a un petto di pollo che ha soggiornato per quattro secondi nella padella. in più, ho tutti i costumi da bagno spaiati. ho provato a tuffarmi e ho perso le mutande, spero che il bianco abbacinante del mio sedere non abbia accecato chi stazionava sul bordo.

- la Valeria si è convinta che mi sposerò a breve e che mi ripudieranno se non avrò un corredo rispettabile. sebbene io non sappia con precisione in cosa consiste un corredo (c’è un numero standard di lenzuola e asciugamani? gli accappatoi sono previsti o sono troppo moderni? e le tende?!) provo grande ammirazione per i suoi sforzi. dopo aver sferruzzato per mesi, finalmente i benedetti bordi di pizzo dell’immensa tovaglia e del centrotavola sono finiti… e nonostante il mio cinismo, qui le devo un vagone di complimenti:

 

e ora tutti a sposarci, ricoperti di pizzo made in Valeria!

- passeggiando come una vecchia signora sul lungo-Trebbia (ameno fiume del Piacenza-shire), mi sono imbattuta in un oggetto che non potrà mancare in una mia ipotetica/futura dimora:

- in più, ho scoperto Marquez… a parte il gusto discutibile per le ragazzine di nove-12 anni, penso che sia uno splendido scrittore. vedremo come va a finire.

 

jumper

questo film è così brutto che fa quasi tenerezza. si scorge la costernazione degli attori, li vedi capire che forse fare il jedi o limonare con uno in OC non era poi così disprezzabile.
all’inizio si ha quasi il sospetto che lo spettacolo non sarà disastroso… la magia finisce subito. battute sceme, personaggi piatti, il povero Samuel L.Jackson ossigenato come un agnello pasquale, madri che spuntano senza motivo, Hayden che tenta di teletrasportare un palazzo ma riesce solo ad apparire costipato… un casino. 
ho riso a crepapelle quando il nostro eroe, dopo cent’anni, si ripresenta dalla Bilson, suo ammmmore di gioventù, ci parla tre minuti (includendo una rissa con un bifolco) e poi la porta a roma. così! come se io andassi da qualcuno che mi piaceva alle medie e pretendessi un bungalow alle maldive.
ci hanno infilato dentro anche Billy Elliot, che alla fin fine ha fatto una discreta figura. mi aspettavo si mettesse a fare il cigno che muore indossando un ingombrante tutù, ma non è capitato. era del tutto superfluo che guidasse contromano a Tokyo teletrasportando una mercedes o che si menasse con Hayden, ma ha sfoggiato un look da tigrotto ed è stato il meno peggio di tutti (ho anche scoperto che è un ‘86, ha solo un anno meno di me. continuo ad innamorarmi di personaggi famosi che vanno ancora soggetti a malattie da scuola elementare, tipo la varicella, la pertosse… un anno meno è tollerabile!).

sarò magnanima… è uno filmetto di cui non sentivamo il bisogno. fate seccare un emisfero del cervello e forse vi piacerà.

l’agente Smith studia in SDA

visto che ogni scusa è buona per saltare le lezioni, ieri mi sono cimentata in una sorta di psicanalizzazione attitudinale in quel della SDA Bocconi. non avendo mai varcato le porte automatiche del venerabile edificio, mi sono persa e, troppo orgogliosa per chiedere indicazioni, ho vagato fino a trovarmi in un universo parallelo.

WELCOME TO THE DESERT OF THE REAL… il cucchiaio non esiste!

presa dal panico, ho subito cercato un telefono, unica via di salvezza per tornare al mondo reale… anche perchè indossavo il mio trench di vernice modello Trinity e mi intonavo eccessivamente al corridoio. Trinity mi sta simpaticissima per l’abbigliamento e perchè si spazza Neo ma, se non fosse per le sue superbulle evoluzioni e per la ducati nera, la troverei abbastanza insipida. dovevano scegliere me!
comunque, la luce verdastra, l’ambiente asettico, gli spazi tutti uguali… la rivolta delle macchine è cominciata dalla SDA! non mi sorprendo che siano riuscite a soggiogare il genere umano, la SDA può tutto (e di certo sono più battaglieri e organizzati dell’esercito di sparta). per sdrammatizzare, ho accennato un paio di mosse di kung fu e mi sono avviata, in pieno deja-vu, al cubicolo del mio colloquio.

the mist

in questo pomeriggio dove era meglio studiare, mi sono imbattuta in una inaspettata gemma. non so se e quando sia uscito in Italia, ma è stato un piacevole spettacolo.
va detto, i film coi mostri sono i migliori. i film dove i personaggi diventano più importanti dei mostri poi, sono anche meglio. va però riconosciuta la mia parzialità… sono fermamente convinta che il mostro-film perfetto sia Alien (fino ad Alien 3. Alien Resurrection è da dimenticare… Alien VS Predator mi ha divertito, consigliabile agli amanti della spacconaggine. la Valeria fa un’ottima imitazione di Predator). il bello di Alien è parecchio merito di Giger… venerabile disegnatore che saltella da decenni giù per la china della pazzia (ma non per questo va meno stimato). qui in the Mist, la mediocrità dei mostri è compensata da un bell’intreccio tra le povere vittime, da ottime inquadrature e da un ritmo vivace (cosa essenziale visto che dura due ore e passa, cosa molto anomala per il genere). girato in un ridente villaggio della Louisiana (di cui vediamo ben poco e che poteva tranquillamente trovarsi anche nella provincia di Piacenza), il film è tratto da un racconto di Stephen King, l’uomo che ha scritto più libri nell’intero universo.

all’inizio mi aspettavo una roba alla Starship Troopers… o un Pitch Black (per carità, Vin Diesel merita, ma il film è quasi insostenibile)… the Mist ha la scintilla dell’intelligenza, ottimi dialoghi e pazzia dilagante. come reagiresti chiuso in un supermercato con insettoni giganti e aracnidi che prendono a craniate il vetro? diventi un fanatico religioso con l’inclinazione al sacrificio umano, stile antico testamento, o rimani sano di mente e ti armi di un arcigno rastrello? è un quesito piuttosto realistico… di solito i mostro-film implicano decisioni molto più lineari, tipo, uso il lanciafiamme o lo spadone dell’antenato vichingo? tendo sempre ad ammirare chi riesce a raccontare una storia che va al di là delle capacità umane nell’ordinaria amministrazione, mi è molto piaciuta la divisione del gruppo, l’evoluzione dei personaggi, il modo in cui ognuno affronta la disperazione. 
per chi ama gli sbudellamenti e le creature brutte da guardare, c’è abbondanza anche di quello. i mostri sono numerosi, piuttosto coriacei e schierati meglio della falange macedone… chiaramente, visto che gli americani amano complotti e cospirazioni governative, l’arrivo degli abominevoli ragnoni è tutta colpa dell’esercito. man mano che la gente perde arti, si perde anche la speranza… e abbiamo un gran bel finale. oddio, c’è poco da stare allegri, ma almeno sappiamo fin dove arriva la nebbia.
beccatevi il trailer.

grande grosso e coglione

mi scuso per il francesismo usato nel titolo, ma il film di Verdone non mi è proprio piaciuto… per fortuna che ieri c’era il cinema a un euro, altrimenti mi sarei sentita rapinata. sai quante cose si possono fare con 7 euro? bersi un cosmopolitan… comprare un valido ombretto… aggiungere un minipony alla collezione… comunque, questo è il classico film di cui non si sentiva il bisogno e che, una volta realizzato, conferma la sua intrinseca inutilità. lasciamo stare che gli ottimi incassi convinceranno anche i produttori più di buon gusto a far proseguire la fola, ma è davvero un film terribile.

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onora il padre e la madre

dopo “io sono leggenda” (BUUU) e “cloverfield” (YEEEEE), il Bibicineforum continua con “onora il padre e la madre”. per chi non lo sapesse, il Bibicineforum prende il nome da i principali partecipanti, denominati BIBI e noti al mondo per essere creature fulgide, brillanti e incomprese (chiaramente stiamo parlando di me e del Para).

comunque, i Bibi decidono di avvicinarsi a questo film apparentemente intrigante e denso di rimescolamenti psicologici… anche perchè d’altro c’era solo Jumper (che si dice sia tremendo) e Verdone che cafoneggia.
ora, non è uno schifo… ma non è neanche uno spettacolo troppo godibile (ciò è ancor più vero se la sequenza iniziale è Philip Seymour Hoffman che mette Marisa Tomei a pecorina e se la spazza con passione, circondato da specchi…. ed è subito Piero Angela che ti spiega l’accoppiamento dei leoni marini).
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dangerous liaisons

sfiduciata da quel che la moderna cinematografia ci propina, mi rifugio nel vintage… con mio grande stupore e sollievo, ci sono ancora numerose lande brulle da esplorare (e in tali circostanze, sono quasi contenta di essere ignorante).
la mia nuova scoperta è Dangerous Liaisons (film del 1988 di Stephen Frears, tratto dal romanzo epistolare di Choderlos de Laclos, contemporaneo di Maria Antonietta. altra versione in circolazione: Cruel Intentions, con Buffy e quel gnoccone di Ryan Philippe). ora, sappiamo bene quanto i film in costume mi entusiasmino e rallegrino… di solito, è più frequente imbattersi in ambientazioni anglosassoni, regine Elisabette varie, vestiti stile impero e aristocratici di campagna, cappelli a cilindro e mr.Bingly e mr.Knightely qua e là. molto meno normale è avere boriose rappresentazioni dello stile di vita francese (Sofia Coppola ci è venuta in soccorso, le sarò per sempre grata), forse perchè i Miserabili e il Conte di Montecristo dopo un po’ ammorbano e mandano in coma, mentre la vecchia Jane Austen è su un diverso livello di piacevolezza.
comunque, Dangerous Liaisons ha molti pregi.
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ola per iron man!

non sono mai stata un’avida lettrice di fumetti marvel… ma vado soggetta al fascino e alla boria dei supereroi.
se batman è il mio preferito (perchè c’è tetraggine, c’è stato Tim Burton e ci sono maggiordomi educatissimi a profusione) mi sono molto affezionata anche al nuovo superman. il primo spiderman mi era piaciuto parecchio, purtroppo la saga è precipitata in un burrone di ridicolo e confusione (facendo anche crepare James Franco… che chiunque con un po’ di buonsenso metterebbe seminudo su un piedistallo). al contrario, una serie che è in miglioramento è quella dei fantastici 4… ma confesso di non essere imparziale, quando appare la torcia tutto l’universo mi pare migliore. torcia o no, quei film sono piuttosto brutti… più supereroi ci sono, meno significative appaiono le loro personalità (vedi gli x-men e il tentativo di metterci una pezza con lo spin-off su quel manzo di wolverine che uscirà in estate).
comunque, ancora felice per l’arrivo nei cinema dei Transformers (pellicola che ha destato in me grandissima meraviglia, facendomi anche regredire di diversi anni verso gli ovetti kinder), ero convinta che ci sarebbe voluto un bel po’ di tempo prima di vedere un altro film piacevole, spaccone quanto basta, visivamente figo e dal dialogo brillante… e invece no, i trailer di Iron Man promettono troppo bene. praticamente, capita che ogni due ore e mezza mi vado a riguardare tutti i video disponibili, batto le mani e mi iscrivo in anticipo ai fan club (che è un po’ come speculare sul mercato degli strumenti derivati).

il mio adorato Robert Downey Jr. avrà l’allegro compito di incunearsi nell’armatura superfashion di Iron Man. Robert DJ è un meraviglioso attore (esempio: Fur… fa l’uomo-leone. no veramente, è ricoperto di pelo e comunque ci si innamora di lui, non è così semplice! :D) ed è un peccato che abbia passato buona parte dell’ultimo decennio a pienarsi e imbottirsi di sostanze allucinogene… ora che pare più sano di mente (ma non per questo meno interessante) è tornato a lavorare su ruoli corposi e mi pare sia un ottimo Tony Stark. i miliardari sbruffoni con l’hobby del meccano a fini bellici sono splendidi personaggi per lui!

ora, io non so come Iron Man sia bardato nel fumetto… ma l’armatura cinematografica non mi pare da buttare via! da quel che ho potuto vedere, è anche comoda, Tony fa agili evoluzioni, picchia robot giganti e VOLA. se un supereroe vola, guadagna già mille punti, è importantissimo!

l’unica cosa che mi pare alquanto inopportuna, è ridurre Jeff Bridges a un vecchio signore pelato di mezz’età. dov’è la vestaglia?? per quale motivo non è in pigiama a sorseggiare white russian? ridateci il vero Jeff!

per chi volesse sbavare un po’ (in attesa dell’uscita del film il 2 maggio… spero non solo in america), ecco il nuovo trailer… sarcasmo per tutti!

gli scarni Oscar 2008

non so che ne pensi la popolazione mondiale, ma l’edizione 2008 degli academy awards mi è sembrata veramente un po’ sciatta.
tra la pioggia, il triste gazebone di plastica a impacchettare tutto, lo sciopero dei writers (concluso da poco), il povero Ryan Seacrest relegato insieme al resto della plebe giornalistica lungo una sorta di mangiatoia affacciata sul tappeto rosso e le star che figliano come in una conigliera (con conseguente abbondanza di vestitoni-maternità), mi sono un attimo intristita. nemmeno la potenza di E! Entertainment ha alleviato il mio senso di disagio e incupimento… dov’è la piattaforma 5 metri x 5 su cui le star salgono ordinatamente per farsi intervistare da Giuliana DePandi??? cos’è tutto quel casino di gente che vaga senza meta e senza consentire alla nobile Nicole di incedere aggraziata nello spazio che le compete?
e parliamo degli abiti… ma che PALLE! si è visto del rosso (anche sulla ripugnante Hannah Montana… che io non ho ben capito chi sia, ma mi terrorizza, è una creatura spaventosa, ha 15 anni fuori e 54 dentro) e un sacco di abiti bustier con gonna strascicosa… ma poca roba. mi è molto piaciuta Heidi Klum che, dopo tutte le penne che le mettono sul sedere da Victoria Secret’s, probabilmente ha assorbito un po’ di senso del teatro e si è presentata con una imponente creazione di Galliano (ola!), davvero bella anche la Cotillard, l’effetto sirena più realistico che si sia mai visto sul red carpet.
vista la noia generale, vorrei scovare le cose stravaganti… che dal punto di vista antropologico, è sempre più divertente.

Rosamund Pike (ma chi è!), vince il premio per il vestito più idiota di sempre:

è come se avessero preso un bidet e gliel’avessero avvolto intorno alla vita. ma poi, come farà a sedersi? mi ricorda anche un pinguino intrappolato in una tagliola. e poi tesoro, stira la gonna!

come noi giovani e scalmanate fangirl purtroppo sappiamo, è raro che Johnny partecipi ad eventoni mondani, ancor più raro è che gliene stracci qualcosa di vestirsi civilmente. alla prima di Sweeney Todd, si era presentato in doppiopetto gessato, con cravatta e fazzoletto scarlatti… non bello come alla prima dei Pirati (dove è arrivato vestito da pirata perchè è un uomo coerente) ma tenebroso e figo. premettendo che Johnny mi affascinerà per sempre e che è la mia celebrity preferita, però si deve tagliare quei capelli del cavolo. è almeno spettinarseli un po’ meglio… così sembra uno delle superiori che ha appena finito di giocare a calcetto. se proprio volesse fare le cose per bene, dovrebbe dire alla sua fidanzata che non si arriva con quelle calzacce velate alla notte degli oscar… e che si va minimo dal parrucchiere. e che non si mette quel vestito approssimativo.
si dai, nemmeno a voi sta simpatica Vanessa Paradis, è un castoro.

non sono una profonda conoscitrice della filmografia della Tildona Swinton (credo di averla vista solo in Constantine… che si sa, non è il capolavoro assoluto dell’arte drammatica), nè ho visto Michael Clayton (perchè i polpettoni spionistico-giudiziari-cospiratori mi ammorbano nell’anima) ma la ammiro, mi pare un genio, non ne comprendo del tutto il motivo ma è così. è vero, qui pare un gigantesco pipistrello emaciato, ma ha un suo perchè… quella strana palandrana le si addice, si accompagna bene all’originale stramberia della sua persona… e adesso mi toccherà vedere tutti i suoi film. vai Tilda!!

 

questa spigliata donna è Diablo Cody. io non so come mai abbia un nome del genere (forse perchè prima faceva la spogliarellista, la corpivendola o qualcosa di affine) ma la dobbiamo amare e applaudire perchè ha scritto lo screenplay di Juno, il film indie dell’anno. se non l’avete visto, fate in modo di procurarvelo, è geniale, molto piacevole e piuttosto originale. credo che lei rientri nella categoria delle persone che vengono additate come “geni” o “artisti”… ecco perchè può andare in giro con quel copricostume leopardato da isola di Formentera e mettersi gli anelloni etnici. evviva Diablo!

sweeney todd

allora qua tutti sanno che venero Tim Burton e che la cosa più bella che potrebbe succedermi nella vita è andare insieme a lui in una bella cripta e disegnare dei gargoyle. oppure vestirmi da Sally e seguirlo in giro perdendo le braccia o le dita dei piedi… o intagliare zucche al chiaro di luna, roba simile.
quando ho saputo che gli era venuto in mente di fare un musical, mi sono subito un po’ spaventata (non c’è niente di peggio di vedere il tuo artista preferito produrre una cazzata). i musical mi danno da pensare… se Grease e compagnia bella mi hanno sempre pesantemente ripugnato, le cose tipo Fantasma dell’Opera, tetre e tormentate, mi piacciono sempre un sacco. col Fantasma ho pianto mezz’ora, sia vedendo il film (con Gerard-re Leonida-Butler che canta assai bene/è assai un bel vedere) che a Broadway, circostanza in cui sono stata trascinata fuori dal teatro in preda a una cupa disperazione.
e così, al primo trailer di Sweeney Todd, con Johnny che va in giro per Londra blaterando in fa maggiore e sventolando rasoi, mi era un attimo venuto da ridere… era abbastanza surreale….ma mi sbagliavo! (perchè si, anch’io sbaglio).

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Cloverfield

il fatto che il mio amico Bibi sia in città, aumenta la frequenza con cui mi reco al cinema… per questa e molte altre cose, lo ringrazio e applaudo :)
di una cosa sono certa, Cloverfield è sconsigliabile alla gente affetta da labirintite (tipo la Valeria, credo sia il suo unico punto debole. empiricamente ho anche scoperto che la posso scacciare se metto su Angel of Death degli Slayer) e incline a fulminanti attacchi epilettici con tanto di craniata sul pavimento. il primo tempo fa decisamente venire su la cena, nel secondo, sarà la morte che incombe, sarà che ormai ti sei rassegnato a non cercare punti fissi, ma va molto meglio.

come tutti sanno, i nostri eroi se la sbevazzano giulivi a una festa (in un appartamento che alla loro età nessuno al mondo si potrebbe permettere), quando un gigamostro presumibilmente marino, decide di radere al suolo la città. il gigamostro è mostrato con discreta parsimonia, un po’ come lo vedremmo io e voi se fossimo improvvisamente attaccati mentre mangiamo sushi da Dean & De Luca. da quel che ho potuto stabilire, la testa è un po’ come quelle pinze per predere l’insalata, sopra ci sono due palle rosse mollicce e pulsanti, tipo tumori, gli arti anteriori sono lunghissimi e si articolano in modo strano, la creatura cammina come un pipistrello con le stampelle. i piedi somigliano a quei bastoni con tre supporti che fanno usare ai vecchi all’ospedale (e che hanno tentato di far usare anche al dottor House). ha sicuramente qualche tentacolo e una specie di coda da cetaceo. in generale, è grosso, brutto, cattivo e parecchio coriaceo. non contento, trascina sulla terra ferma una miriade di granchiacci con molte zampe che mi ricordano un po’ le bestie che c’erano in Alien, quelle che ti saltano in faccia, e uno dei Decepticon, quello nervosissimo che diventava uno stereo, un cellulare, una macchina del caffè… vabè, questi granchiacci sono un problema, se ti mordono dopo un po’ ti esce sangue da ogni orifizio e poi esplodi (il che, secondo me, è meraviglioso… abbatte subito il livello di speranza per un lieto fine).

quello che i tizi materialmente fanno, è secondo me abbastanza irrilevante. il bello del film è l’atmosfera, è quello che succede ai tizi senza che loro possano controllarlo. il vedere tutto dalla videocamera fa sentire piccoli e inermi, allo stesso tempo, c’è il terrore e la lotta per sopravvivere (che di solito a Manhattan è circoscritta all’accaparrarsi un taxi) ma anche la curiosità e la volontà di capire, di rendere razionale quel che sta succedendo. mentre, che ne so, the Blair Witch Project (bella merda!) era visibilmente costruito, Cloverfield trasmette gli stati d’animo, il caos, gli atti di eroismo estemporaneo e il dolore in modo molto scorrevole, naturale.  se aggiungiamo che la città distrutta sembra distrutta davvero, sono uscita dal cinema con la sensazione che un evento simile potrebbe anche verificarsi.
i nostri festaioli si esibiscono in un atto di eroismo ammirevole, cosa che in un film catastrofico tradizionale è di solito ricompensata con la gloria, un limousine e un attico su Park avenue. qui, anche loro sono soggetti a quello che normalmente capita solo ai personaggi secondari: eventi stupidi che ti fanno morire in modo imprevedibile. non se lo meritano, ma sono sfigati anche loro. muoiono e si salvano in modo arbitrario, come succederebbe nel mondo reale, dove non c’è la trama o Bruce Willis che crepa ma salva il mondo.

un’altra cosa bella del film, è che il gigamostro arriva senza un perchè, mentre la gente si fa i fatti propri. in tutti i film apocalittici si è, in qualche modo, avvisati della catastrofe imminente (vedi Armageddon, uaaaa un asteroide sta arrivando, vedi Independence Day, uaaaaa oggetti volanti avvistati in orbita… tanto per mantenerci sulla distruzione di New York), qui no. c’è l’ignoranza generale, delle persone, dell’informazione, dei militari, c’è il caos della fine del mondo.
i vari siti internet animati da fanatici di Cloverfield, sostengono che il mostro venga dallo spazio. ciò sarebbe visibile alla fine, quando i nostri piccioncini in gita a Coney Island inquadrano il mare… e si vede che qualcosa ci precipita dentro dal cielo. io non l’ho notato, ma mi pare poco affascinante come spiegazione. sono più per il mistero insondabile di una creatura delle profondità marine… ti fa anche avere paura del tuo stesso pianeta, cosa che l’uomo si vanta di conoscere e controllare.

vabè. in generale, questo film mi affascina… ed è la cosa più nuova che vedo da secoli. ho rischiato di vomitare ma penso ne sia valsa la pena.
ah, il gigamostro non è morto!

UOLLI

la recente celebrazione del megacirco planetario anche noto come superbowl, non mi tange particolarmente. la cosa buona è tutta la pubblicità che c’è in mezzo. è un genere pubblicitario dove proprio ti immagini i tipi del marketing che si impegnano, che sudano. però però, la Pixar è più intelligente, la Pixar ricicla. amiamo tutti in coro la Pixar!
il nuovo spot di Wall-E (il mio regno per un Wall-E personale!):

la bussola d’oro

sopraffacendo la mia avversione per il fantasy (scatenata da quella triplice palla al piede che è il signore degli anelli e dal quasi insopportabile Narnia… che se non era per i grifoni e gli unicorni e un deja-vu di Attila flagello di dio, si poteva anche scappare dal cinema) ho visto La Bussola d’Oro.

non ho letto i libri e non me ne intendo… devo dire che mi è piaciuto… ed è tutto merito dei daemons! ma che belli sono!
anch’io voglio un’animale/spirito parlante e multiforma. la scimmiaccia dorata della Nicole era tremenda, ma il leopardo di James Bond era troppo bullo. ho provato pietà per il bambino che aveva il rattone di fogna… ma dai, che tristezza!
non capisco perchè tutti hanno animali medio-piccoli. la roba più grossa che ho visto erano i lupi e qualche felino… è per ragioni di praticità? mi rendo conto che, se tutti avessero un rinoceronte, un bufalo o un’alce, la vicenda sarebbe complessa, come fanno a seguirti al lavoro, panico! e gli animali marini? nessuno ha un animale marino? io vorrei troppo il delfino beluga come daemon… morirebbe orribilmente soffocato nel tentativo di stare con me sulla terraferma? se fosse più piccolo, si potrebbe metterlo in una boccia e portarlo con sè… però che palle, non si sentirebbe nemmeno quel che dice.

ho immediatamente cercato di ipotizzare che daemon avrei. gli amici, data la mia inclinazione al fancazzismo e la scarsa utilità quando si tratta di fare da mangiare o pulire la casa dopo una festa, mi assegnerebbero senza esitazione il gatto persiano. ma mi ribello. potrei propendere per un animale ancora più pigro (e a causa della sua dieta, molto incline alle allucinazioni), il sempre amato koala. però, non ce lo vedo a trascinarsi per strada cercando di seguirmi… me lo dovrei portare in braccio tutto il santo giorno. data l’indecisione, considerando anche che ho affetto per la capretta del cashmere, il coniglietto, la cornacchia alla E.A. Poe, la FOCA monaca neonata e il pipistrello vampiro dell’amazzonia (nonchè per il GURZO del borneo meridionale), ho deciso di fare il test che c’è sul sito ufficiale. e mi è uscito un animale inaspettatamente nobile e valoroso, il LEONE…. uau, sarà per il volume della capigliatura e per la comune attitudine ad addormentarsi nel primo pomeriggio.

si chiama THALERON. è un nome da creatura che va temuta e rispettata… è palese che non l’ho deciso io. probabilmente l’avrei chiamato MUCCIBU’ o POFFETE POFFETE, addio denominazioni altisonanti da re della foresta e via con i pomeriggi passati a pettinare il leone e a mettergli dei bigodini sul testone.

CJ7

l’azione più vicina al drogarmi che intraprendo, è guardare trailer di futuri e oscuri film per svariate ore. e se imbattersi nella nuova creatura cinematografica di Paris Hilton è doloroso (anche se il Mimmo la adora… e mi verrebbe da dirgli, PADRE, ti meritavi una figlia scema), ogni tanto si trovano cose che fanno balenare la speranza all’orizzonte.
pensavo che con Wall-E, made in Pixar, l’apice della coccolosità fosse stato raggiunto… che non ci fosse niente più adorabile di un cubico robottino con grandi occhi ricolmi di stupore e solitudine, che emette simpatici gorgoglii… e invece no! c’è CJ7, l’unica cosa cinese che posso amare… dopo gli involtini primavera.

il film, che non ho ben presente quando esca in Italia, è un di/e con Stephen Chow… quello di Shaolin Soccer. ok, so che questo ultimo particolare non è incoraggiante, MA NON IMPORTA. CJ7 è un alienino che piomba sulla terra, viene raccolto da Chow (povero in canna) e finisce a fare da giocattolo a suo figlio, illuminando la sua vita e aiutando tutti i casi umani che vanno a scuola insieme a lui. l’affarino, oltre ad essere adorabile come una piscina colma di melassa su cui volteggiano del passerotti Disney, possiede magici poteri, cambia forma ed è visibilmente molto morbido. tutto ciò rende la trama perfettamente irrilevante. e ora comincerò a picchettare davanti a tutti i giocattolai del mondo perchè ne facciano enormi pupazzi.
n.b. sarà il primo film cinese con un personaggio interamente digitale. c’è da aver paura? se li fanno tutti così carini, credo di si… panico.

io sono leggenda… BAAAA

in teoria si doveva vedere Cloverfield… ma c’era posto solo in quarta fila laterale e non è il caso di andarsi a cercare anche i dolori cervicali. quindi, dopo aver tollerato un inquietantissimo trailer con dei pompieri e una bambina che li attende minacciosa nell’oscurità, ci siamo inflitti Io sono leggenda.

Ora, da donnino di cultura che ha letto il libro di Matheson (che consiglio caldamente… anche se lo stile è un po’ scarno), ho ben tollerato il primo tempo, mi ero rassegnata al fatto che Neville fosse un soldato d’assalto esperto in biologia (ma guarda un po’) mentre il Neville del libro era il classico uomo medio che vive con moglie e figlia in una villetta a schiera (e reagisce malissimo alla distruzione del genere umano passando una buona metà del libro ubriaco sul pavimento e in preda a scoppi d’ira… cosa che sarebbe stata divertente da veder fare a Will Smith che è tanto un bravo ragazzo). purtroppo, ho passato il secondo tempo oscillando tra sdegno e voglia di avere le convulsioni, ma parliamo dei due pilastri del disastro, senza essere troppo pignoli, altrimenti si sta qua per anni.

- i vampiri… ora, produttore del film, devi pagare solo Will Smith e qualche genio del computer che ti desertifica New York, ma santo dio, fai delle creature delle tenebre un po’ belle, non quei ridicoli spaventapasseri tridimensionali che non fanno altro che barrire e dare capocciate a superfici durissime. i vampiri del libro sono brutti, scoordinati e hanno il cervello tipo passata di funghi della Knorr… ma c’è in loro una certa eleganza mista a decomposizione. quelli del film sembrano tanti gibboni scemi. URENDI!
- IL FINALE. Il libro si chiama Io sono leggenda non perchè il tizio si immola e scopre come curare un virus letale inventato da Emma Thompson (ah ottima idea Emma, complimentoni!) ma perchè c’è uno di quei ribaltamenti di prospettiva che tanto piacciono a me. I vampiri letterari si evolvono, imparano a stare alla luce, ricreano una struttura sociale. dopo anni ad essere cacciati e distrutti da quell’ubriacone di Neville, arrivano ad odiarlo e a temerlo. Neville è l’unica minaccia per lo status quo che tanto faticosamente sono riusciti a ristabilire, per proteggersi, lo prendono e lo imprigionano. chiaramente lo vogliono morto, in cubetti tipo pancetta. il nostro eroe, cocciutamente risoluto a non adattarsi, osservando dalla finestra della sua cella un’orda di vampiri socialmente abili che chiedono la sua distruzione, si rende conto di essere diventato il mostro, la creatura leggendaria che non si sa bene se esiste, il mito di cui si ha paura. E QUINDI IO SONO LEGGENDA. figata! dai è bellissimo, amaro ma plausibile… l’ordine sociale che si ristabilisce, le identità che cambiano… yea, c’è intelligenza, tormento… il film lo si poteva anche chiamare “m’hanno ammazzato il cane, ora vi metto sotto con la macchina” che era uguale. che pena.

ora, mi chiedo se un tale scempio sia stato prodotto anche nel precedente film basato sul romanzo di Matheson (credo che risalga al cenozoico)… mi documenterò, ma so già che se vedo Charlton Heston me lo immaginerò conciato da Mosè che viene giù dal monte con le tavole dei comandamenti e dei capelli cotonatissimi (voleva essere un’aureola?? non ho mai capito).

in ogni caso, io avrei chiamato Buffy.