Maggio 25, 2008 a 12:47 pm · Archiviato in fèscion e cose gnè gnè and contrassegnato da tag: arte, fashion, indumenti strani
Simone Legno è decisamente il mio eroe. da disegnatore di cose giuggiolose in quel di Roma, finisce a Los Angeles a capo di un impero, si espande in qualsiasi categoria merceologica e finisce a collaborare con brand dalla figosità indiscutibile. in attesa di potermi permettere una borsa Tokidoki (ho 35 euro sulla postepay e la Valeria si è convinta di essere in miseria… quindi anch’io devo diventare un eremita) applaudo alla recente collaborazione per la creazione di una nuova linea di Onitsuka Tiger. ce ne sono di centoventi colori… ma quelle gialle sono sempre le più bulle.

Aprile 15, 2008 a 11:45 am · Archiviato in fèscion e cose gnè gnè and contrassegnato da tag: fashion, indumenti strani, shopping
bene, ora che Silvio ha vinto e che gli insopportabili arcobaleni sono stati giustamente annichiliti, mi sento abbastanza allegra da parlare di scarpe estive (anche se c’è nuvolo e umidiccio da una settimana e domani ho un esame).
dopo aver comprato le infradito-ghetta-mocassino della Tod’s (estate 2006, siamo ancora in fase di ammortamento), ho limitato il mio entusiasmo e non ho espanso la collezione di calzature… anche perchè, le havaianas da 25 euro erano l’alternativa più economica (…cari scarpivendoli, potete picchiarvele sulle corna). dopo tale insostenibile astinenza, quest’anno potrei contribuire al prodotto interno lordo del paese comprando l’ennesimo paio di inutili ma gioiose ciabattacce.

Fornarina. infradito da principessa metallara. le borchie hanno sempre il loro perchè. alle superiori ci avevo rivestito lo zaino e ne andavo fierissima (avevo anche cento bracciali con punte e altri ammenicoli rugginosi, beata gioventù!).

Irregular Choice. i miei fabbricanti di calzature preferiti continuano ad ossessionarmi. qui ci vuole una bella gonna a ruota e uno che mi insegni a ballare il rock acrobatico e siamo a posto.

Irregular Choice. se quella pellaccia azzurrina fosse morbida morbida, sarebbero una goduria. il problema non si pone per chi, tipo me, ha le gambe corte e tozze. peccato, non trovo modo di vestirmi da indianina.

Fornarina. non sono sandali, ma sono nella collezione estiva… quindi sono autorizzata ad amarle. il mio regno per quest’accozzaglia di paillettes e vernice!

Camper. perchè bisogna arrendersi alla bellezza delle Manolo e delle Choo e ammettere che bisogna avere almeno un paio di scarpe comode. questi zatteroni mi aggradano. hanno un che di giapponese e quell’incomprensibile fantasia old-england non guasta.

Irregular Choice. glorioso esempio di contaminazione tra calzature Luigi XIV e il mago di Oz. voto dieci, se le vedo, le compro subito… e mi preparerò a schivare le verdure che mi verranno lanciate da ogni direzione.

Irregular Choice. torniamo alla sobrietà con queste adorabili infradito a mini-pois, con UNICORNI decorativi. credo siano le mie preferite (c’è assurdità, ma in quantità limitata).
Febbraio 27, 2008 a 10:06 pm · Archiviato in fèscion e cose gnè gnè, libri, film e tv and contrassegnato da tag: cinema, fashion, red carpet
non so che ne pensi la popolazione mondiale, ma l’edizione 2008 degli academy awards mi è sembrata veramente un po’ sciatta.
tra la pioggia, il triste gazebone di plastica a impacchettare tutto, lo sciopero dei writers (concluso da poco), il povero Ryan Seacrest relegato insieme al resto della plebe giornalistica lungo una sorta di mangiatoia affacciata sul tappeto rosso e le star che figliano come in una conigliera (con conseguente abbondanza di vestitoni-maternità), mi sono un attimo intristita. nemmeno la potenza di E! Entertainment ha alleviato il mio senso di disagio e incupimento… dov’è la piattaforma 5 metri x 5 su cui le star salgono ordinatamente per farsi intervistare da Giuliana DePandi??? cos’è tutto quel casino di gente che vaga senza meta e senza consentire alla nobile Nicole di incedere aggraziata nello spazio che le compete?
e parliamo degli abiti… ma che PALLE! si è visto del rosso (anche sulla ripugnante Hannah Montana… che io non ho ben capito chi sia, ma mi terrorizza, è una creatura spaventosa, ha 15 anni fuori e 54 dentro) e un sacco di abiti bustier con gonna strascicosa… ma poca roba. mi è molto piaciuta Heidi Klum che, dopo tutte le penne che le mettono sul sedere da Victoria Secret’s, probabilmente ha assorbito un po’ di senso del teatro e si è presentata con una imponente creazione di Galliano (ola!), davvero bella anche la Cotillard, l’effetto sirena più realistico che si sia mai visto sul red carpet.
vista la noia generale, vorrei scovare le cose stravaganti… che dal punto di vista antropologico, è sempre più divertente.
Rosamund Pike (ma chi è!), vince il premio per il vestito più idiota di sempre:

è come se avessero preso un bidet e gliel’avessero avvolto intorno alla vita. ma poi, come farà a sedersi? mi ricorda anche un pinguino intrappolato in una tagliola. e poi tesoro, stira la gonna!

come noi giovani e scalmanate fangirl purtroppo sappiamo, è raro che Johnny partecipi ad eventoni mondani, ancor più raro è che gliene stracci qualcosa di vestirsi civilmente. alla prima di Sweeney Todd, si era presentato in doppiopetto gessato, con cravatta e fazzoletto scarlatti… non bello come alla prima dei Pirati (dove è arrivato vestito da pirata perchè è un uomo coerente) ma tenebroso e figo. premettendo che Johnny mi affascinerà per sempre e che è la mia celebrity preferita, però si deve tagliare quei capelli del cavolo. è almeno spettinarseli un po’ meglio… così sembra uno delle superiori che ha appena finito di giocare a calcetto. se proprio volesse fare le cose per bene, dovrebbe dire alla sua fidanzata che non si arriva con quelle calzacce velate alla notte degli oscar… e che si va minimo dal parrucchiere. e che non si mette quel vestito approssimativo.
si dai, nemmeno a voi sta simpatica Vanessa Paradis, è un castoro.

non sono una profonda conoscitrice della filmografia della Tildona Swinton (credo di averla vista solo in Constantine… che si sa, non è il capolavoro assoluto dell’arte drammatica), nè ho visto Michael Clayton (perchè i polpettoni spionistico-giudiziari-cospiratori mi ammorbano nell’anima) ma la ammiro, mi pare un genio, non ne comprendo del tutto il motivo ma è così. è vero, qui pare un gigantesco pipistrello emaciato, ma ha un suo perchè… quella strana palandrana le si addice, si accompagna bene all’originale stramberia della sua persona… e adesso mi toccherà vedere tutti i suoi film. vai Tilda!!

questa spigliata donna è Diablo Cody. io non so come mai abbia un nome del genere (forse perchè prima faceva la spogliarellista, la corpivendola o qualcosa di affine) ma la dobbiamo amare e applaudire perchè ha scritto lo screenplay di Juno, il film indie dell’anno. se non l’avete visto, fate in modo di procurarvelo, è geniale, molto piacevole e piuttosto originale. credo che lei rientri nella categoria delle persone che vengono additate come “geni” o “artisti”… ecco perchè può andare in giro con quel copricostume leopardato da isola di Formentera e mettersi gli anelloni etnici. evviva Diablo!