Archivio peril Mimmo

addio, cervello!

la settimana era iniziata con curiosi incontri in metropolitana… tipo, famiglia indiana con patriarca munito di scarpette di aladdin, con la punta arricciata… oppure, solitario suonatore d’arpa a milano rogoredo, tralaltro bravissimo. tanto per complicarmi l’esistenza, mi sono poi cimentata in un valente esperimento sociologico… l’idea era di comprendere il rapporto tra uomo-lontano e tecnologie di comunicazione (banalmente, un’email… un ciao su msn, niente di elaborato), tutto quel che sono riuscita ad ottenere è una sana incazzatura e moltissimo materiale per una nuova ricerca, che potrebbe intitolarsi “ma che problema hai, sei un pirla, riprenditi!”.
con questo stato d’animo, sono poi stata coinvolta in strani eventi familiari. la Valeria ha sfoderato tutto il divano, si è messa a lavare cuscini, imbottiture… un lavoro che se lo chiedi a una colf ti manda a cagare e dà fuoco alla casa. non chiedete come, ma alla fine ho preso pure una gomitata nell’occhio dalla Valeria. Madre è spigolosa, se mi tiravano in faccia un comodino era uguale. il Mimmo, dal canto suo, ha deciso di essere un fan di Batman, è andato a scaricarsi il copione di the dark knight e si aggira per la casa con aria serafica. l’altra sera si è messo a fare bruce wayne e mi è toccato leggere le battute del joker. ne ho ricavato un disordine della personalità.

ora, aggiungiamo al composto una spruzzata di treni in ritardo, un pizzico di lezioni universitarie, un bicchiere di corsi di inglese da gestire e qualche chilo di lavori di gruppo… amalgamiamo fino ad ottenere un essere stanco e sempre senza soldi, che fa quasi appassire la vegetazione al suo passaggio.

ma c’è speranza! domani si va al mare. per ben un giorno e mezzo, ma meglio di niente. mi attende un minigolf, una focacciata, una giornata marieclaire-chupa chups-salviettone, svariati aperitivi (che penso verranno proposti a ogni ora), cena buona al ristorante e molta paciosità (si spera). au revoir!

robot party

il Mimmo è un ultras della NASA. in viaggio di nozze, ha portato la Valeria a Cape Canaveral a visitare il museo dello spazio, a vedere il Saturno V e i pezzi di luna. non contento, il giorno dopo si è rifatto il giro della base, lasciando la Valeria all’Holiday Inn. quando è tornato (con gadget di ogni tipo, incluso ZIPPO commemorativo, coltellino svizzero fatto a shuttle, bandana e bandierone) ha trovato la Valeria che delirava sotto a una pila di asciugamani bagnati. l’incauta e pallidissima genitrice aveva trascorso il pomeriggio a bordo piscina, accorgendosi quando ormai era troppo tardi di essere a una latitudine ben diversa da quella della riviera ligure di ponente.

viaggio di nozze in Florida… x milioni con mastercard… la Valeria grigliata come una costoletta… non ha prezzo.

ma in realtà volevo parlare d’altro. il Mimmo è molto fiero del successo dell’ultima missione della NASA, il Phoenix Mars Lander. non solo il marchingegno è atterrato senza devastarsi sulla superficie del pianeta, ma si è anche tutto fotografato per dimostrare che sta bene e si è messo a raccogliere campioncini di polvere e detriti con la sua adorabile palettina.

ora, Phoenix non me ne voglia, ma le superstar sono ben altre… Spirit e Opportunity! costruiti per funzionare un paio di settimane, girovagano su Marte ormai da anni, superando dune, sassoni e tempeste di sabbia. sono ancora più fighi perchè sono atterrati RIMBALZANDO in un involucro di aribag (tipo zorbing) e non con comodo paracadute e razzetti come l’aristocratico Phoenix. se fossi una bambina, vorrei fare l’astronauta solo per andare su Marte a stringere la mano a quei due robot… che fra i tanti pregi, hanno anche quello di essere praticamente dei Wall-E.

 

 

la Valeria e gli utensili

MADRE: buon compleanno FrancEEEsca, ti ho fatto lo zabaione con dentro i biscotti.
FIGLIA: eeeeeee!
PADRE: cos’è quella roba nera che spunta?
FIGLIA: ah già, cos’è!
PADRE: sarà cioccolato, a gocce.
FIGLIA: io dico marmellata di prugne.
MADRE: su su non rompete le balle. prendetemi le coppette, i cucchiaini e la pala.

in realtà non voleva darci da mangiare ma seppellirci.

CJ7

l’azione più vicina al drogarmi che intraprendo, è guardare trailer di futuri e oscuri film per svariate ore. e se imbattersi nella nuova creatura cinematografica di Paris Hilton è doloroso (anche se il Mimmo la adora… e mi verrebbe da dirgli, PADRE, ti meritavi una figlia scema), ogni tanto si trovano cose che fanno balenare la speranza all’orizzonte.
pensavo che con Wall-E, made in Pixar, l’apice della coccolosità fosse stato raggiunto… che non ci fosse niente più adorabile di un cubico robottino con grandi occhi ricolmi di stupore e solitudine, che emette simpatici gorgoglii… e invece no! c’è CJ7, l’unica cosa cinese che posso amare… dopo gli involtini primavera.

il film, che non ho ben presente quando esca in Italia, è un di/e con Stephen Chow… quello di Shaolin Soccer. ok, so che questo ultimo particolare non è incoraggiante, MA NON IMPORTA. CJ7 è un alienino che piomba sulla terra, viene raccolto da Chow (povero in canna) e finisce a fare da giocattolo a suo figlio, illuminando la sua vita e aiutando tutti i casi umani che vanno a scuola insieme a lui. l’affarino, oltre ad essere adorabile come una piscina colma di melassa su cui volteggiano del passerotti Disney, possiede magici poteri, cambia forma ed è visibilmente molto morbido. tutto ciò rende la trama perfettamente irrilevante. e ora comincerò a picchettare davanti a tutti i giocattolai del mondo perchè ne facciano enormi pupazzi.
n.b. sarà il primo film cinese con un personaggio interamente digitale. c’è da aver paura? se li fanno tutti così carini, credo di si… panico.