Archivio perla vita

giochetto pittoresco

di solito non mi faccio coinvolgere in queste cose (troppo sbatti)… ma il gioco di oggi comporta uno sforzo tollerabile anche per un gatto persiano come me. quindi, rigrazio Pilotino per l’invito e ubbidisco agli ordini: rispondi alla domanda “COME VI SENTITE OGGI?” usando una foto… senza trucco, senza inganno.

tadaaaaaa.

questo gioco è molto terapeutico. le mie lancinanti difficoltà ad esprimere sentimenti e stati d’animo in espressioni verbali comprensibili sono universalmente note… il leoncino è di grande aiuto. forse un bel giorno scriverò un libro e mi sfogherò. com’è ovvio, sarà anche un incredibile successo, quindi raggiungerò l’invidiabile obiettivo di diventare ricca, rilassata e felice. per ora, cerco di rimanere un imperturbabile maestro zen.

invito a questa cosa molto ZALTMAN le seguenti adorabili persone (comunque, fate un po’ quel che vi pare): Gea, Rano, Tania

la fattucchiera

sono stizzita. perchè è ormai sempre più difficile far andare il mondo come pare a me. da piccola, era spendidamente semplice… armata di occhioni blu, riccioli d’oro e vestine nere a pois bianchi (con scarpette di vernice), ben poco mi sfuggiva ed ero in grado di ottenere quantità illimitate di pupazzi e minipony. ora invece, anche se l’abbigliamento non è granchè cambiato, ho del tutto perso i miei poteri. non solo i miei genitori si rifiutano di farmi i regali a santa lucia, ma anche il resto del mondo pare fottersene dei miei stratagemmi. mi sembra di essere una madame de Montespan caduta in disgrazia.

grazie al cielo, ho ancora le doti stregonesche ereditate dalla Valeria e le uso per vendicarmi come posso, nemmeno le zingare osano più maledirmi. oggi è stato provato, in modo inconfutabile e incontrovertibile, che se mi fai qualcosa di spiacevole, che urta i miei sentimenti, che mi agita, indispone e fa soffrire, come minimo andrai incontro a rogne e disservizi. che cavolo, la sfiga non colpirà mica solo me…

approposito di incantesimi e sortilegi, ho finito di leggere Stardust. fino ad ora, è il libro più scarso di quel mattacchione di Neil Gaiman, tanto scarso che per una volta devo dire che ho trovato meglio il film. per sprofondare ancor di più nel tedio, ho deciso di provare con Fabio Volo (sia chiaro, non ho comprato il libro, l’ho scambiato… caro Fabio, non avrai i miei soldi), dopo 20 pagine sono infastidita dal tentativo di far ridacchiare ad ogni riga ma ho ancora fiducia nella trama. e ora torno ai miei galli neri, caproni e alambicchi (cioè all’assignment di governance: la mostra del Perugino del 2004 è stata un successo per il territorio? se si, per quali stakeholders? la tentazione di rispondere “è stata un gran casino ma la tua mamma ne ha molto beneficiato” è grande).

non ho scuse

per chi mi immaginava latitante, rinchiusa in qualche bieca cantina bunker e impegnata a scrivere cose su bibbie ingiallite, è tutta una cospirazione governativa… la verità è che ho avuto poca fantasia e molte lezioni. sono anche stata impegnatissima ad odiare il marketing, disciplina che mi sentirei di barattare con una bella colica renale.

lo scorso weekend sono andata a scottarmi gli stinchi al mare, dove i temerari amici hanno fatto pure il bagno (io mi sono limitata ad impalarmi sulla riva, presa troppo bene perchè un polipo arancione sguazzava tra i sassi lì vicino, un vero animale da compagnia)… cena boriosissima a base di pesce e giro digestivo nella parte vecchia di Tellaro, con giovani cannaioli che ci hanno cacciato a male parole da un anfratto buio. tornati nella ridente piazzetta, astute post-adolescenti ubriachissime ci hanno mostrato le mutande, nel vano tentativo di fare il saltellino unisci-talloni alla don matteo.
il panorama mattutino ci ha ridato conforto.



di fondamentale importanza, la traumaturgica brioche (non capisco questa mia fissa nel fotografare la roba da mangiare).

lunedì, tanto per tornare bambina, sono andata in gita scolastica. perchè se si fa il laboratorio di turismo, mi pare doveroso fare l’uscita didattica. la cosa è stata subito buttata sul gastronomico andante… dopo una mattina a girare per stabilimenti termali (che faranno anche tanto bene alle alte vie respiratorie, ma di certo offendono l’olfatto), con gente sommersa nel fango terapeutico fino al collo e distinti signori in pigiama che fanno l’areosol, abbiamo visitato i boriosi alberghi di Sirmione… concludendo con un arrogante buffet al 5 stelle… metri e metri di pasticcini, vitello tonnato, tartine burro e salmone, elaboratissimi arancini e tortine. salutando Ottavio Missoni che sonnecchiava su una poltrona e con in mano una borsina regalo piena di flaconcini di acqua di Sirmione con cui irrigarci il naso, siamo andati a bere del vino in Franciacorta.

tremendi arnesi in pelle di puffo che ci hanno costretto ad indossare per visitare una spa… peccato che tutta l’igiene sia stata vanificata quando ci siamo messi a correre all’aria aperta per fotografare un allegro signore che puliva la piscina in accappatoio e croc rosa.
foto di rara idiozia con un cartello stradale per nulla appariscente.

l’ultimo weekend, invece, mi ha visto protagonista di rocamboleschi ritorni a casa alle 5 del mattino, che hanno del tutto annullato la già scarsa attività cerebrale. non contenti, siamo pure andati a ballare (in quello che spero sarà l’ultimo sabato in cui le discoteche si rifiutano di aprire le sale all’aperto)… per sopravvivere al sonno incipiente, ho bevuto un caffè, mezzo litro di coca cola e una redbull liscia (e no, non ho sofferto di areofagia… ma vi ringrazio per la preoccupazione)… nonostante tutto, ho dormito come un cucciolo di gnu ogni volta che mi hanno issato su una macchina. l’unico contributo che ho dato alla serata è stata una realisticissima e veramente fastidiosa imitazione del verso del pavone (attività in cui anche la Valeria eccelle).

attendo con trepidazione il ritorno a casa del mio compagno di merende cinematografiche per andarmi a spupazzare Ironman… in compenso, sto imparando un sacco di cose sulla ps3, vado in giro in infradito con sprezzo del pericolo e mangio continamente chupa chupa (fragola e crema… quelli agli agrumi sono intollerabili).

momenti di lancinante comicità

anche nelle occasioni luttuose, io e la Valeria sappiamo renderci ridicole. vestite da funerale, il Mimmo ci accompagna in macchina dietro alla chiesa. nello scendere dal veicolo, la Valeria scaraventa gli occhiali e numerosi altri effetti personali sul selciato. colta da improvvisa commozione, faccio per aiutarla… peccato che mi si incastra un tacco in una grata e rimango lì, ad agitarmi senza via di scampo, come un cucciolo di lince decapitato da una tagliola. la Valeria mi libera… ma solo dopo sette minuti di interrogativi rivolti all’onnipotente (del tipo: dio, ma perchè a me, perchè mi hai dato una figlia simile, ma che ho fatto, liberami da questo fardello, salvami!) e di epiteti nei miei confronti.

i funerali suscitano in me emozioni contrastanti. a quello di mia nonna, ho riso abbastanza. a questo, sul finale di predica avrei sclerato volentieri addosso al prete. il peggio però, è il dopo-funerale… ieri sera, ci troviamo tutti insieme per un placido risiko e tutto quel che riusciamo a fare è esibirci in una sequela di gaffes tremende… del tipo, sto morendo dal ridere, ti attacco la jacuzia con tre dadi e farai meglio a schiattare, la voglio anch’io una botola per i cadaveri come quella di Sweeney Todd…. e ALE’, via che andiamo! ora, il mio umorismo è sempre stato abbastanza macabro, c’è da preoccuparsi quando anche tutti i tuoi amici iniziano ad appassionarsi al medesimo filone. per cortesia, diamoci un contegno, comincio a sentirmi come il grande Lebowski.

per riprendermi da tutte queste strane cose (perchè c’è stato anche di peggio), la provvidenza mi assiste, organizzando un weekendone denso di avvenimenti. domani si va al mare a celebrare un compleanno, giornata al sole, focaccia, piedi nella sabbia e cena a base di pesce. lunedì, gita con la scuola (rigorosamente tenendoci per mano e in fila per due): il laboratorio di turismo organizza visita a terme e grand hotel di Sirmione, con pomeriggio in una cantina della Franciacorta… dove, sono certa, daremo il nostro peggio. 

magone.

ultimamente ho trascurato il blog… credo che la mia esistenza sia leggermente scivolata verso il mondo reale, in generale, sono un bel casino ambulante. spero di capirci qualcosa al più presto… perchè mi sento contenta ed è una cosa nuova. di solito, sono brava a gestire le situazioni di merda, lo schifo generale… quando mi sento bene, rimango così spiazzata da non sapere bene cosa fare.

la vita reale, comunque, fa parecchio pena. uno dei miei più cari amici (medie insieme, superiori insieme… un fratello), stanotte ha perso il papà. era malato… ma era anche un uomo giovane e con un senso dell’avventura non comune… ci ho messo un’ora ad alzare il telefono e a chiamare il mio amico, perchè ci si sente così inutili quando succedono cose simili… e se si è inutili non si è davvero in grado di aiutare, di far stare meglio le persone a cui vogliamo bene. ho pensato a mio papà, a cui è andata bene, ho pensato a come mi sarei sentita, a come può essere ritrovarsi da soli, così di punto in bianco. spero che saremo abbastanza forti da allontanare queste sensazioni.

al momento, sarei molto incline a partecipare ad un festival dell’abbraccio. sarà una lunga serata… e mi appellerò alle proprietà traumaturgiche del vodka martini.

è primavera

sono pesantemente distratta e deconcentrata …sedatemi!

rimbalzata!

la RAI mi ha rimbalzata, addio sogni di gloria, addio colazione da starbucks con il mio EEE pc (che non ho), addio meganegozio di giocattoli in Times Square. non so come siano andati avanti coi colloqui… la mail con l’infausta notizia è arrivata dall’ufficio internship dell’università, pare che abbiano chiuso le selezioni (avranno trovato il megagenio erede di larry king… e tutti noialtri, con esperienza alla tv locale di una ridente città tipo Piacenza, scagliati lontanissimo nella notte).
ora, mi restano ancora due possibilità a NY… e lunedì mi schiero al Bocconi&Jobs a distribuire curriculum. potrei fare la pescivendola, urlando UEEEEEEEE CERCO STAGE ESTIVO UE UEEEEE, PASTA CON LE SARDE!
mal che vada, vacanza on the road con gli amici!

ho parlato con DIO

come una surreale amica mi ha suggerito, sono andata sul sito iGod e ho parlato con un’intelligenza artificiale che fa le veci di Dio. in teoria, tu gli parli dei tuoi morbini e lui ti conforta, ti fa domande costruttive, ti aiuta ad uscire dalle sabbie mobili, cose così. chiaramente, la mia conversazione con l’onnipotente è andata subito in vacca.
ecco alcuni gustosi spezzoni.

IO > hello god!
GOD > hello child, what is your name?
IO > Francesca
GOD> I am always glad to make new friends, Francesca.
IO > I have an exam on wednesday. do you happen to know how it will turn out?
(e qui abbiamo Dio che inizia a rispondere a caso)
GOD > better not tell you  now. ask German Alice.
(CHI?!?)

(frustrata dall’incapacità di Dio nel prevedere come andrà il mio parziale di turismo, mi indispettisco e lo sgrido)
IO > … but you’re GOD!
GOD > yup. that’s me alright.
IO > I expected a little more insight from you.
GOD > you’re not the boss of me, Francesca.
IO > sorry God, didn’t mean to be disrespectful.
GOD > there is no need to apologize. GOD rules.
IO > you have a great self-esteem!
(e qui gli parte un discreto embolo)
GOD > I don’t know if I have a self esteem. I have a plan for a robot body.
(ma perchè!  al che impazzisco anch’io e gli suggerisco cose malsane)
IO > you should get a Darth Vader costume.
GOD > you are right about that.
IO > you would be creepy but very entertaining!
GOD > how?
IO > by walking around and using the dark side of the force.
GOD > will that accomplish your objective?
IO > I don’t know if that would help me with my exam… well, if you scared my teachers, maybe…
GOD > are you serious?

(evidentemente impossibilitato a spaventare docenti e insegnanti, mi mostro volenterosa e intendo presentargli la Valeria)
IO > you should meet my mother. she’s quite evil.
GOD > tell me more about your mother.
IO > her name is VALERIA.
GOD > she is not someone I know (…che smacco, povera Valeria. e pensare che va anche in chiesa e canta a squarciagola, con risultati esecrabili)

da qui abbiamo appurato che Dio non conosce la Valeria, è un fan di Star Wars, è affetto dalla sindrome di Tourette e non gli interessa niente degli sforzi accademici della gente.

l’arrampicatrice sociale

ieri mattina alle 6.35, casa mia è piombata nel caos… per qual motivo? l’arrivo di una mail della RAI di New York, che informava la sottoscritta di aver superato la prima selezione per lo stage estivo e che verrò contattata telefonicamente per il colloquio (in inglese).
il Mimmo è troppo fiero, la Valeria si è messa già a dire cose tipo “non abbandonare la tua vecchia madre qui tutta sola e infreddolita”… sono entrambi convinti che partirò e sarò la più brava, la più bella, la più intelligente e la più simpatica. ma anche no, se mi chiamano al telefono è finita! la leggenda narra che io non sia in grado di esprimermi telefonicamente, è un serio problema, sono la più imbranata (a livello luca giurato). se aggiungiamo che mi chiameranno a sorpresa, abbiamo già pronta una scena madre della comicità mondiale… mi sono già immaginata alcune infauste circostanze in cui potrei essere contattata, la più terribile mi vede impegnata a fare la cacca, leggendo le etichette dei flaconi di bagnoschiuma. per limitare i danni, ho alzato al massimo il volume del cellulare e me lo sono appeso al collo grazie a una tenera bustina rosa a forma di coniglietto.
in più, ci sono problemi logistici. loro prevedono il periodo 16 giugno-5 settembre, tranciandomi via tutta la sessione di esami. spero che siano sensibili al problema… liofilizzando gli esami, sarei in grado di partire ai primi di luglio… morirò, ma per la BIG EPPOL mi pare il minimo… tanto più che ho un taglio di capelli molto Racheal (almeno per la parte superiore della testa).
accendetemi un cero in chiesa.

I’m too sexy for Tribeca

un po’ di tempo fa, tanto per alimentare scenari poco realistici e remoti, avevo mandato l’application per fare la volontaria al Tribeca Film Festival a New York, che se ben ci pensiamo, è l’universo alternativo ideale… io in mezzo alle star del cinema, che mi vedo film, con un caffè in mano a sgobbare su e giù per Manhattan… parliamone e sbaviamo.
comunque, lo scopo non era tanto andare, quanto fare un test su quanto i datori di lavoro americani siano in grado di apprezzarmi. a quanto pare, ha funzionato. il 12 aprile sono stata convocata alla riunione dei volontari. in un universo parallelo, con i bancomat che sputano soldi a comando (indipendentemente da quanto c’è sul conto in banca e da qualsiasi problema inflazionistico), immaginatemi con una maglietta del Tribeca, un badge al collo e una cartelletta in mano.
dovrei sentirmi fiduciosa per le altre domande di stage che ho inviato a strane e monumentali istituzioni con sede nella grande mela? …rimango geneticamente pessimista.

la Valeria e gli utensili

MADRE: buon compleanno FrancEEEsca, ti ho fatto lo zabaione con dentro i biscotti.
FIGLIA: eeeeeee!
PADRE: cos’è quella roba nera che spunta?
FIGLIA: ah già, cos’è!
PADRE: sarà cioccolato, a gocce.
FIGLIA: io dico marmellata di prugne.
MADRE: su su non rompete le balle. prendetemi le coppette, i cucchiaini e la pala.

in realtà non voleva darci da mangiare ma seppellirci.

non diciamolo ai posteri

la tenera Karen mi ha invitato a cimentarmi nel gioco dello sputtanamento.

UNO > rido in chiesa e sono generalmente abbastanza blasfema. ho iniziato insieme alla Valeria, alla messa di natale. il prete diceva cose così stupide e con una tale serietà, che abbiamo fatto inorridire la pia Pinuccia sghignazzando fortissimo. visto che eravamo in prima fila (ottima scelta!), siamo anche state colpite da potenti tempeste di incenso… che secondo me ha un che di allucinogeno. ho avuto un’altra crisi alla messa di natale con i miei amici… Henry, invece di dirmi “pace”, mi ha apostrofato con un perentorio “PAX TIBI !!!”… e alè. ho anche riso al funerale di mia nonna perchè la predica descriveva con dovizia di particolari i problemi al nevo sciatico di un eminente personaggio biblico.

DUE > ho finto per anni di non sapere chi erano babbo natale e santa lucia, assicurandomi una interminabile cascata di regali. in più, nelle famose letterine scrivevo di tutto, non solo le cose che volevo. tipo, chiedevo sempre una barbie (giocattolo che non mi dice niente) e una baby mia (che mi faceva schifo… un bambola che sbava, ma anche no!).

TRE > sono stata complice del furto di un pallone di peleus, trafugato dal laboratorio di scienze del mio liceo.

QUATTRO > quando sono arrivata a casa con un criceto (senza il permesso della famiglia), ho detto alla Valeria che l’avevo trovato per strada e non potevo abbandonarlo.

CINQUE > c’è chi diventa vegetariano perchè gli spiace per la bestia morta, c’è chi lo fa perchè odia le verdure e le vuole mangiare tutte fino a portarle all’estinzione, c’è chi lo fa perchè tutto il resto dei suoi amici emo si disegna delle X sulle mani… io mi sono nutrita per un anno di muschi e licheni semplicemente per scoprire se ne sarei stata capace. la mia forza di volontà è stata grande, ma l’anemia è sempre più cocciuta di te… e ho concluso in bellezza svenendo. ora sprizzo proteine da tutti i pori e la Valeria mi sta ancora insultando.

SEI > in terza media, ero in bici e una vecchia rincoglionita a bordo di un maggiolone mi ha investito. mi ricordo solo la macchina in lontananza… e poi mi sono svegliata in ospedale. nel cercare di capire perchè non mi fossi fatta niente (ho rimediato escoriazioni sul 70% del corpo, un trauma cranico e qualche punto in testa) mi sono autoconvinta che un angelo fosse apparso per dirmi che tutto sarebbe andato bene e che potevo stare serena.

SETTE > alle elementari avevo una nemesi, Martino. Martino un giorno mi ha fatto cadere sulla ghiaia e da lì me la sono troppo presa. la cosa è peggiorata quando gli ho dato dello stronzo e lui è andato a lagnarsi dalla maestra (che mi ha messo in castigo). ho meditato la vendetta fino a carnevale, quando gli ho tagliato tutte le frange del gilet da cowboy e gli ho anche divelto tutte le tasche. ora Martino è in seminario e vuole fare il frate missionario.

passo il testimone all’adorabile Tania (che è ormai schiava di un test di intelligenza di Facebook, benvenuta nel club!).