Archivio perSex and the City

new york è un ottimo set

sono stata parzialmente costretta a disintossicarmi dai telefilm americani a causa del malaugurato sciopero degli sceneggiatori… per fortuna e con grande tempismo, mi sono riavvicinata a Nip/Tuck, che mi ha intrattenuto nel cupo periodo di totale assenza di tutte le altre serie (il dr.Troy è sempre il migliore, anche se l’ho trovato piuttosto pingue! vabè, un dr.Troy grasso è comunque un bullo in confronto ad ogni altro smilzo sfigatello stile Seth Coen, per carità di dio). oltre a riscoprire l’ammmore per chirurgia plastica, lamborghini arancioni e dottori che copulano come coniglietti, ho piacevolmente iniziato a seguire diverse cose ambientate a new york…. di qualcuna ho già parlato ma non importa, dopo aver visto un discreto numero di episodi ho più motivazioni per dire che era meglio Sex and the City, mi sento autorevole.


Cashmere Mafia è tollerabile… hanno democraticamente dato un marito alle due più vecchie e lasciato a spasso Lucy Liu e la tizia bionda, che mi sta un sacco simpatica anche se è un po’ un puttanone. Lucy Liu risponde allo stereotipo “Carrie”, si veste in modo leggermente più assurdo delle altre ma quanto a profondità psicologica ci troviamo in una bacinella. il problema è che sono tutte molto “donna in carriera che ti calpesterà con un tacco 12″, mancano della confusione sentimentale e del sogno dell’ammmmore vero che tanto era carino nelle zie di SATC. più che un telefilm davanti a cui piangere (Mr.Big va a Parigi, io ululo e singhiozzo per le due ore successive), è uno spettacolo da far registrare alla stylist (chi non ha una stylist!)… Cashmere Mafia è un’ottima scusa per invidiare il guardaroba delle quattro gallinacce, per il resto, poca roba (e uomini deprimenti).


mettere Cashmere Mafia in un frullatore, aggiungete una invadente sponsorizzazione della Maybelline NY e vi uscirà Lipstick Jungle (perchè si pensa che riciclare Candance Bushnell sia una garanzia di successo). anche qui ci becchiamo le tre fasce d’età: mamma di successo con figli e marito casalingo (che però dirige una casa di produzione cinematografica… non ho deciso se provare speranza o desiderare una falce affilata), stangona bionda sposata, giovane stilista un po’ oca e in cerca dell’anima gemella. uomini tragicamente sfigati (è belloccio l’amante venticinquenne della bionda… ma non sono qui a stracciarmi le vesti) e tizie abbastanza ingodibili. la stilista è la peggiore, sempre a fare il cerbiatto orfano di madre… ma basta! quella che vestono meglio è Brooke Shields, che ha tutto il mio rispetto per essere così bella e ben conservata… quanti anni può avere? 76? comunque, anche qui, piacevole e frizzantino, ma nulla di eclatante.


il faro nell’oscurità è sempre Gossip Girl! con mia grande gioia, le puntate nuove dovrebbero uscire in aprile… e spero in meno Serena e più Blair. Serena mi pare sciatta e poco interessante… non godo nemmeno il suo fidanzato (povero ragazzo intelligente e incompreso, nessuno sa apprezzare il tuo animo sensibile… che palle!). spero venga scaricato e sostituito da Nate, che non sa niente ma è un bel vedere. quel che davvero funziona in questo show è la stronzissima Blair Waldorf, lunga vita a Blair e fuori dai piedi tutte le altre! di Blair approvo l’abbigliamento, l’indole vendicativa e il fatto che abbia una cameriera personale. il mio più grande sogno (oltre al fatto che la scienza mi dica che gli unicorni esistono in natura) è che Blair si metta con il pessimo Chuck, sono la coppia perfetta (tale concentrazione di cattiveria produrrebbe l’apocalisse, ma non è quel che importa). Gossip Girl è la versione a puntate di Cruel Intentions… qualcosa di cui il mondo sentiva il bisogno. esultiamo!

ricordo che Sex and the City uscirà a maggio… ora, è obbligatorio andarci a gruppi, con tacchi alti e bottiglia di  martini. e voglio le foto!

cose con tre occhi

un po’ come quelle sfortunate creature che cadono in un barile di sostanze radioattive o che si tuffano in laghi troppo vicini a una centrale nucleare, l’arcaico blog ha subito una mutazione. mentre costruivo utensili in selce e mi spulciavo con gli altri uomini di cro-magnon, ho deciso di mettere il naso fuori dalla caverna. tra uno pterodattilo e l’altro, un’illuminazione mi ha fatto capire che anch’io potevo provare a far ruzzolare una ruota o abbrustolirmi una costoletta di mammut sul fuoco. e così ho imboccato il tortuoso cammino dell’evoluzione, ogni metro c’è un dinosauro morto.

sono giorni abbastanza sciapi. scrivo tesine al ritmo di un amanuense a cui mancano falangine e falangette e vengo continuamente perseguitata da domande filosofiche del tipo “ma perchè i miei essay finiscono sempre per non parlare di quel che c’è nel titolo?”. menomale che ci sono i cavalieri dello zodiaco (che mai nella vita avevo visto, la solita infanzia con sonate di bach e nessun tipo di divertimento nazionalpopolare, ben più utile). l’altro giorno ho visto pegasus che si conquistava l’armatura. non ho ben chiaro chi siano quelle due tizie con la maschera d’argento. una è amica da dio con pegasus, l’altra invece ha un pessimo carattere, ama i serpenti giganti e vuole fare a cubetti pegasus, tipo cavallo alato in macelleria. penso sia già troppo tardi per raccapezzarmi con la storia. la Valeria non ama i cavalieri: FranCUEEEsca come fai a vedere quella roba lì, è diseducativo!

habemus un nuovo telefilm a cui affezionarci. in effetti è stato super anticipato ma è iniziato più tardi del previsto… lo sciopero degli scrittori è un flagello. vabè, Cashmere Mafia ha un suo perchè… ma i paragoni con Sex and the City non sono neanche da tentare. In Cashmere, le tipe sono pesantemente in carriera, corrono come mezzofondiste dietro a figli, mariti, amanti lesbiche e segretarie ma c’è ben poco tormento interiore alla Carrie Bradshaw. ciò è male. Lucy Liu è adorabile e ha anche un guardaroba rispettabilissimo ma non sento quella simpatia che hai per Carrie quando la vedi che barcolla confusa in cerca di Mr Big o per Miranda quando mette al gatto una montagna di crocchette perchè non vuole essere trovata morta con la faccia mangiata.