Aprile 15, 2008 a 11:45 am · Archiviato in fèscion e cose gnè gnè and contrassegnato da tag: fashion, indumenti strani, shopping
bene, ora che Silvio ha vinto e che gli insopportabili arcobaleni sono stati giustamente annichiliti, mi sento abbastanza allegra da parlare di scarpe estive (anche se c’è nuvolo e umidiccio da una settimana e domani ho un esame).
dopo aver comprato le infradito-ghetta-mocassino della Tod’s (estate 2006, siamo ancora in fase di ammortamento), ho limitato il mio entusiasmo e non ho espanso la collezione di calzature… anche perchè, le havaianas da 25 euro erano l’alternativa più economica (…cari scarpivendoli, potete picchiarvele sulle corna). dopo tale insostenibile astinenza, quest’anno potrei contribuire al prodotto interno lordo del paese comprando l’ennesimo paio di inutili ma gioiose ciabattacce.

Fornarina. infradito da principessa metallara. le borchie hanno sempre il loro perchè. alle superiori ci avevo rivestito lo zaino e ne andavo fierissima (avevo anche cento bracciali con punte e altri ammenicoli rugginosi, beata gioventù!).

Irregular Choice. i miei fabbricanti di calzature preferiti continuano ad ossessionarmi. qui ci vuole una bella gonna a ruota e uno che mi insegni a ballare il rock acrobatico e siamo a posto.

Irregular Choice. se quella pellaccia azzurrina fosse morbida morbida, sarebbero una goduria. il problema non si pone per chi, tipo me, ha le gambe corte e tozze. peccato, non trovo modo di vestirmi da indianina.

Fornarina. non sono sandali, ma sono nella collezione estiva… quindi sono autorizzata ad amarle. il mio regno per quest’accozzaglia di paillettes e vernice!

Camper. perchè bisogna arrendersi alla bellezza delle Manolo e delle Choo e ammettere che bisogna avere almeno un paio di scarpe comode. questi zatteroni mi aggradano. hanno un che di giapponese e quell’incomprensibile fantasia old-england non guasta.

Irregular Choice. glorioso esempio di contaminazione tra calzature Luigi XIV e il mago di Oz. voto dieci, se le vedo, le compro subito… e mi preparerò a schivare le verdure che mi verranno lanciate da ogni direzione.

Irregular Choice. torniamo alla sobrietà con queste adorabili infradito a mini-pois, con UNICORNI decorativi. credo siano le mie preferite (c’è assurdità, ma in quantità limitata).
Febbraio 17, 2008 a 11:21 am · Archiviato in fèscion e cose gnè gnè and contrassegnato da tag: indumenti strani, shopping
bene, visto che le scarpe che mi assistono nella vita di tutti i giorni sono delle Gazzelle vecchie da dio e praticamente putrefatte (tutte lisce sotto, ormai uniformemente grigiastre, col segno del ditone del piede e i lacci stracciati), mi sono fatta coraggio e ho chiesto dei soldi alla Valeria per comprare un paio di calzature dignitose, qualcosa che non mi facesse somigliare a uno scafista… o a un musicista di quelli poveri per davvero.
dopo peregrinazioni varie (dove ho detto NO alle Hogan e stavo quasi per soccombere alle becere Geox), mi sono schiantata contro la porta di Flavio Castellani. lo schiantarmi non è una figura retorica… stavo camminando giuliva col mio sacchetto delle lenti a contatto in mano, quando ho intravisto dei bagliori, tipici della vernice nera sotto le luci della vetrina (è un po’ l’effetto della macchia di petrolio sull’oceano cristallino, coi cormorani che soffocano e i pescetti tropicali che vengono a galla a morire). al che, piena d’entusiasmo, mi risolvo a entrare, purtroppo non mi accorgo che la porta è una uniforme e PULITISSIMA lastra di cristallo, senza una maniglia, un adesivo, una scritta, niente. ci sbatto dentro fortissimo e la commessa corre a salvarmi “oddio tesoro ti sei fatta male? vuoi sederti un attimo? guarda, capita a tutti, abbiamo proprio sbagliato con quella porta lì, è bella ma non si capisce mai se è aperta o chiusa”. mentre la mia autostima cola a picco, mi viene in mente lo studio dell’architetto Achille Castiglioni (in piazza Castello, nel palazzo della CondéNast uuuuuu), c’è un muro con uno specchio che va dal pavimento al soffitto… hanno dovuto tappezzarlo di cartelli perchè la gente non capiva e ci camminava dentro.
COMUNQUE. con la magimagia dei saldi, riesco ad impadronirmi di queste adorabili scarpine… che sono in grado di adempiere al difficile compito di essere funzionali ma non sciatte… e hanno il grande pregio di andare a ingrassare la mia ossessione per la vernice nera, permettendo abbinamenti senza precedenti, che non penso riuscirò a controllare (tipo scarpa, trench, bauletto… il prossimo passo è la tuta di catwoman e una bella frusta).

da Castellani c’è di buono che ti coccolano. mi hanno dato una di quelle borse condominali, con dentro cento cataloghi… che mi hanno subito rassicurato della longevità della passione aziendale per la vernice e altre cose un po’ assassine che tanto piacciono a me.

le scarpe sono per chi ama Jimmy Choo ma non se le può del tutto permettere.

e adesso la famigerata peep toe con la zeppa, il sogno di una vita, per far ridere una volta per tutte ed essere alta in modo eccessivo e assolutamente non necessario! XD
