Aprile 6, 2008 a 1:55 pm · Archiviato in libri, film e tv and contrassegnato da tag: telefilm., uomini

non so a voi, ma Lost mi rende idrofoba. ho visto due puntate della quarta stagione e sono già arrabbiata, tipo il toro a pamplona con un sacco di gente vestita di rosso che gli corre davanti. la vicenda sta diventando intollerabile… in più, mi snaturano il personaggio che più più amo, SAWYER! lo stanno facendo diventare un piagnucolone, piano piano si sta trasformando in Jack (una palla al piede… è la prova vivente che non è abbastanza essere belli, ci vuole anche personalità). non si sbizzarisce in soprannomi, si fa trattare come una bambola gonfiabile, è remissivo e sofferente… ma basta! rivogliamo il Sawyer originale… e chiedo anche che un improvviso colpo di scena gli impedisca di indossare la camicia per tutto il resto della serie.
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privata della cattiveria di Sawyer, mi devo pur aggrappare da qualche parte… parliamo di Sylar e andiamo incontro ad un’altra cocente delusione. in generale, la seconda serie di Heroes è piuttosto da biasimare… sottotrame lunghissime ed irrilevanti, personaggi principali che partono per la tangente e Sylar che deve basarsi solo sul suo pessimo carattere e su ben poche altre risorse… nessuna profusione di crani scoperchiati e generale sensazione di rimpianto per i bei tempi andati. anche qui, rivogliamo il vecchio Sylar, con maglietta dei Ramones, seimila poteri e strani sopracciglioni… i bei tenebrosi vanno supportati e sostenuti!

la quinta stagione di Nip/Tuck sta mandando in rovina perfino il dr.Troy, che è un po’ sempre il mio faro nelle tenebre. c’è stato un improvviso spostamento dell’attenzione su Sean, cosa che nessuno ha chiesto e di cui si poteva fare a meno. il dr.Troy ne esce malconcio, passa da sfigato e si rimette a spazzare l’ingodibile (e parecchio rinsecchita) Julia. ci voleva una allucinante relazione Eden/dr.Troy, altrochè far divertire Sean e lasciare in disparte il vecchio Christian (pingue ma sempre meritevole).

fortunatamente, Chuck Bass non mi provoca grandi moti di disappunto… è il più originale personaggio maschile di Gossip Girl (gli altri sono carini carini e così poco interessanti, mi viene spesso da prenderli a sberle), si veste con quel po’ di eccentricità che caratterizza sempre le creature fuori dal comune e risponde alla tipologia “Vicomte de Valmont”, che male non fa. di lui tollero anche l’innamoramento, che me lo rammolisce un po’. per fortuna, la prende malissimo e pensa subito a vendicarsi in modo spregevole. tifo comunque per lui… se nella seconda serie non me lo accoppiano a Blair, finirò con l’indignarmi.
in mezzo a queste mediocri evoluzioni dei personaggi, mi scopro fan di Prison Break. non so perchè, ma non l’avevo mai visto… mi sembrava una di quelle cose avventurose senza molto cervello e approfondimento psicologico (e quindi, poco tormento… male!). e invece no, ho cominciato dal primissimo episodio e sono ammaliata da Wentworth! lo stupore è grande perchè Wenty mi fa l’eroe. non parteggio mai per l’eroe, anzi, lo trovo un noioso intermezzo tra un cattivo e l’altro. qui invece, mi trovo a simpatizzare con un tizio che agisce per una buona causa, che si tatua come un marinaio per uno scopo nobile… Wenty è un’anima buona! mi trascinerà sulla via della redenzione? …speriamo di no! intanto, mi godo Prison Break.

Marzo 20, 2008 a 7:52 pm · Archiviato in libri, film e tv and contrassegnato da tag: New York, Sex and the City, telefilm.
sono stata parzialmente costretta a disintossicarmi dai telefilm americani a causa del malaugurato sciopero degli sceneggiatori… per fortuna e con grande tempismo, mi sono riavvicinata a Nip/Tuck, che mi ha intrattenuto nel cupo periodo di totale assenza di tutte le altre serie (il dr.Troy è sempre il migliore, anche se l’ho trovato piuttosto pingue! vabè, un dr.Troy grasso è comunque un bullo in confronto ad ogni altro smilzo sfigatello stile Seth Coen, per carità di dio). oltre a riscoprire l’ammmore per chirurgia plastica, lamborghini arancioni e dottori che copulano come coniglietti, ho piacevolmente iniziato a seguire diverse cose ambientate a new york…. di qualcuna ho già parlato ma non importa, dopo aver visto un discreto numero di episodi ho più motivazioni per dire che era meglio Sex and the City, mi sento autorevole.

Cashmere Mafia è tollerabile… hanno democraticamente dato un marito alle due più vecchie e lasciato a spasso Lucy Liu e la tizia bionda, che mi sta un sacco simpatica anche se è un po’ un puttanone. Lucy Liu risponde allo stereotipo “Carrie”, si veste in modo leggermente più assurdo delle altre ma quanto a profondità psicologica ci troviamo in una bacinella. il problema è che sono tutte molto “donna in carriera che ti calpesterà con un tacco 12″, mancano della confusione sentimentale e del sogno dell’ammmmore vero che tanto era carino nelle zie di SATC. più che un telefilm davanti a cui piangere (Mr.Big va a Parigi, io ululo e singhiozzo per le due ore successive), è uno spettacolo da far registrare alla stylist (chi non ha una stylist!)… Cashmere Mafia è un’ottima scusa per invidiare il guardaroba delle quattro gallinacce, per il resto, poca roba (e uomini deprimenti).

mettere Cashmere Mafia in un frullatore, aggiungete una invadente sponsorizzazione della Maybelline NY e vi uscirà Lipstick Jungle (perchè si pensa che riciclare Candance Bushnell sia una garanzia di successo). anche qui ci becchiamo le tre fasce d’età: mamma di successo con figli e marito casalingo (che però dirige una casa di produzione cinematografica… non ho deciso se provare speranza o desiderare una falce affilata), stangona bionda sposata, giovane stilista un po’ oca e in cerca dell’anima gemella. uomini tragicamente sfigati (è belloccio l’amante venticinquenne della bionda… ma non sono qui a stracciarmi le vesti) e tizie abbastanza ingodibili. la stilista è la peggiore, sempre a fare il cerbiatto orfano di madre… ma basta! quella che vestono meglio è Brooke Shields, che ha tutto il mio rispetto per essere così bella e ben conservata… quanti anni può avere? 76? comunque, anche qui, piacevole e frizzantino, ma nulla di eclatante.

il faro nell’oscurità è sempre Gossip Girl! con mia grande gioia, le puntate nuove dovrebbero uscire in aprile… e spero in meno Serena e più Blair. Serena mi pare sciatta e poco interessante… non godo nemmeno il suo fidanzato (povero ragazzo intelligente e incompreso, nessuno sa apprezzare il tuo animo sensibile… che palle!). spero venga scaricato e sostituito da Nate, che non sa niente ma è un bel vedere. quel che davvero funziona in questo show è la stronzissima Blair Waldorf, lunga vita a Blair e fuori dai piedi tutte le altre! di Blair approvo l’abbigliamento, l’indole vendicativa e il fatto che abbia una cameriera personale. il mio più grande sogno (oltre al fatto che la scienza mi dica che gli unicorni esistono in natura) è che Blair si metta con il pessimo Chuck, sono la coppia perfetta (tale concentrazione di cattiveria produrrebbe l’apocalisse, ma non è quel che importa). Gossip Girl è la versione a puntate di Cruel Intentions… qualcosa di cui il mondo sentiva il bisogno. esultiamo!

ricordo che Sex and the City uscirà a maggio… ora, è obbligatorio andarci a gruppi, con tacchi alti e bottiglia di martini. e voglio le foto!
Febbraio 18, 2008 a 8:24 pm · Archiviato in deliri e universi alternativi, libri, film e tv and contrassegnato da tag: telefilm., uomini
penso sia molto importante avere un modello di vita, qualcuno che si rispetta e si vuole emulare… tipo, Lisa Simpson ha Gandhi e svariate manciate di pazzi ecologisti (inclusa la donna che ha vissuto su una sequoia per un paio d’anni, facendo pipì sui passanti), la Valeria ha Attila l’Unno e il Mimmo ha Newton (escludendo, però, il momento in cui si era messo in testa di fare l’alchimista, quello è abbastanza disdicevole). io ho finalmente scelto chi stimare, stimo la dottoressa Addison Montgomery.

ora, ci sono un sacco di ragioni per apprezzarla. è una bellissima donna, ha splendide sopracciglia, si trucca molto bene, lavora cento ore al giorno sui tacchi e ha quella corporatura che, anche con su un sacco di iuta, sta bene. non tralasciamo poi la nobiltà della sua professione (salva vite umane neonate e anche prima), è intelligente da dio e molto comprensiva. MA C’E’ DI MEGLIO.
Addison ha un dono… deve avere un qualcosa di speciale, qualcosa che le ha permesso, nella sua nemmeno troppo lunga vita, di compiere un’impresa per cui TUTTE la dovremmo osannare. E’ riuscita a spazzarsi questi tre notevolissimi esemplari (e notiamo, tutti appartenenti alla categoria bello-ricco-intelligente-affascinante… mica tre contadini analfabeti):

il dr. Mc Dreamy

il dr. Mc Steamy… che scusate, ma è il mio preferito.

il dr. Pete di Private Practice… fino a dove ho visto, qui si è in fase corteggiamento… ma lui è troppo preso, faranno figli bellissimi e sconfiggeranno le malattie. TUTTE.
quindi si, da grande voglio essere Addison!
Febbraio 8, 2008 a 1:04 pm · Archiviato in libri, film e tv and contrassegnato da tag: telefilm.
per chi, tipo me, ha sviluppato una dipendenza per le serie tv americane, oggi è un giorno felice. il writer’s strike che ha interrotto a metà praticamente tutti gli adorabili telefilm, pare avviato a una soluzione pacifica. toccandosi gli zebedei, sembra che sia stato trovato un accordo e spero tanto che le riprese e tutte quelle altre robe che servono a creare nuove puntate ricomincino alla svelta.
recentemente, mi sono invasata con Cashmere Mafia (anche se non sono qui ad acclamare e organizzare ole in curva) e Gossip Girl, show che ospita dei notevoli esemplari di giovane uomo anglosassone.

all’inizio, mi ero invaghita di quello in mezzo… perchè è oggettivamente figo. poi ho realizzato che il suo personaggio è interessante come un cactus marcio. la cosa positiva è che sta insieme alla più stronza e che suo papà è cocainomane, quindi, la mia disapprovazione trova una corrispondenza anche all’interno del telefilm, del tipo “mi stai antipatico e giustamente hai anche delle sfighe”.
quello sulla destra è un tentativo di imitare Seth Coen. tanto intelligente e con la battuta pronta. è povero e vive a Brooklyn, quindi a scuola tutti lo trattano come la piccola fiammiferaia. visto che la vita lo ha già punito abbastanza con una madre che scappa di casa e un padre sentimentalmente handicappato, riesce a mettersi con la più figa dell’upper east side… ed è ammmmore.
quello a sinistra, Chuck, ha un’aria da antico romano un po’ debosciato e lui si che è interessante. ha troppi soldi, spazza e si gode la vita. ma soprattutto, è un grande stronzo… sotto sotto però, si vede che si sta intenerendo. il personaggio ideale, misterioso e tormentato. vai, Chuck fan club!