io sono leggenda… BAAAA

in teoria si doveva vedere Cloverfield… ma c’era posto solo in quarta fila laterale e non è il caso di andarsi a cercare anche i dolori cervicali. quindi, dopo aver tollerato un inquietantissimo trailer con dei pompieri e una bambina che li attende minacciosa nell’oscurità, ci siamo inflitti Io sono leggenda.
Ora, da donnino di cultura che ha letto il libro di Matheson (che consiglio caldamente… anche se lo stile è un po’ scarno), ho ben tollerato il primo tempo, mi ero rassegnata al fatto che Neville fosse un soldato d’assalto esperto in biologia (ma guarda un po’) mentre il Neville del libro era il classico uomo medio che vive con moglie e figlia in una villetta a schiera (e reagisce malissimo alla distruzione del genere umano passando una buona metà del libro ubriaco sul pavimento e in preda a scoppi d’ira… cosa che sarebbe stata divertente da veder fare a Will Smith che è tanto un bravo ragazzo). purtroppo, ho passato il secondo tempo oscillando tra sdegno e voglia di avere le convulsioni, ma parliamo dei due pilastri del disastro, senza essere troppo pignoli, altrimenti si sta qua per anni.
- i vampiri… ora, produttore del film, devi pagare solo Will Smith e qualche genio del computer che ti desertifica New York, ma santo dio, fai delle creature delle tenebre un po’ belle, non quei ridicoli spaventapasseri tridimensionali che non fanno altro che barrire e dare capocciate a superfici durissime. i vampiri del libro sono brutti, scoordinati e hanno il cervello tipo passata di funghi della Knorr… ma c’è in loro una certa eleganza mista a decomposizione. quelli del film sembrano tanti gibboni scemi. URENDI!
- IL FINALE. Il libro si chiama Io sono leggenda non perchè il tizio si immola e scopre come curare un virus letale inventato da Emma Thompson (ah ottima idea Emma, complimentoni!) ma perchè c’è uno di quei ribaltamenti di prospettiva che tanto piacciono a me. I vampiri letterari si evolvono, imparano a stare alla luce, ricreano una struttura sociale. dopo anni ad essere cacciati e distrutti da quell’ubriacone di Neville, arrivano ad odiarlo e a temerlo. Neville è l’unica minaccia per lo status quo che tanto faticosamente sono riusciti a ristabilire, per proteggersi, lo prendono e lo imprigionano. chiaramente lo vogliono morto, in cubetti tipo pancetta. il nostro eroe, cocciutamente risoluto a non adattarsi, osservando dalla finestra della sua cella un’orda di vampiri socialmente abili che chiedono la sua distruzione, si rende conto di essere diventato il mostro, la creatura leggendaria che non si sa bene se esiste, il mito di cui si ha paura. E QUINDI IO SONO LEGGENDA. figata! dai è bellissimo, amaro ma plausibile… l’ordine sociale che si ristabilisce, le identità che cambiano… yea, c’è intelligenza, tormento… il film lo si poteva anche chiamare “m’hanno ammazzato il cane, ora vi metto sotto con la macchina” che era uguale. che pena.
ora, mi chiedo se un tale scempio sia stato prodotto anche nel precedente film basato sul romanzo di Matheson (credo che risalga al cenozoico)… mi documenterò, ma so già che se vedo Charlton Heston me lo immaginerò conciato da Mosè che viene giù dal monte con le tavole dei comandamenti e dei capelli cotonatissimi (voleva essere un’aureola?? non ho mai capito).

in ogni caso, io avrei chiamato Buffy.

























